18 agosto 2012

C'era una volta l'anello al naso!

Ore 07:45   ci ritroviamo per la partenza non prima di un caffè.
Ore 08:00  ci puliamo i baffi,  giù qualche battuta per sdrammatizzare e poi si parte, direzione Taranto.
Oggi per quella gente, ma indirettamente anche per la nostra gente, e' una giornata importante, una giornata che può scrivere una pagina importante per quella terra.  Ma non hanno intenzione di farla scrivere ad altri, no, vogliono farlo loro.
Noi non possiamo che rendergli omaggio con la nostra presenza, in cuor nostro crediamo di rappresentare Brindisi e forse lo facciamo per davvero, ma oggi e' la gente di Taranto la protagonista.
Sulla strada arrivano i suggerimenti per evitare i blocchi che nel frattempo sono comparsi e noi cogliamo quei suggerimenti ed arriviamo a destinazione comodamente.
Si parcheggia, ci si sistema, si prende lo striscione e ci si avvia verso la piazza.
Notiamo i primi blindati, agenti in antisommossa, ma a dire il vero non sembravano cosi cattivi, la causa e' quella giusta, sono padri e lavoratori anche loro.
Si vede anche tanta gente che va in un unica direzione, questo ci fa capire che la piazza e' vicina, infatti sbuchiamo nel corso , la piazza e' a 300 metri.
Stranamente , al contrario di quanto ci accade a Brindisi, la gente di Taranto accoglie le maglie nere NO AL CARBONE con sorrisi, pacche sulle spalle, emozione appariva nei loro occhi e anche nei nostri, tanta ammirazione in casa nostra non l'abbiamo! 
Arriviamo in piazza, dal palco urla e applausi per la gente di Brindisi e ci invitano a stare sul palco, affianco ai comitati, ai cittadini, ma anche ai medici ed ai disoccupati, ai pastori , agli ammalati, agli ultras ed agli operai, insomma c'era tutta Taranto in rappresentanza.
La piazza é gremita, e' calda non solo per la temperatura, osannati Todisco e la magistratura ma anche chi ha deciso di voltare pagina,  mentre disprezzo per i politici, per i Riva,   per quel sindacato che ha permesso comunque tutto questo.
Parliamo anche noi, diamo testimonianza delle nostre lotte, che sono come le loro: sono etichettate da stampa, tv e politica locale come eversive, demagogiche. L' Ilva non può chiudere, Enel non può fermarsi!
Emozioni e rabbia alla testimonianza dei medici, in lacrime perché impotenti davanti a tanto dolore, ma fieri di essere al fianco di quella gente, urlano, inveiscono, chiedono giustizia e che Taranto tutta reagisca, gli applausi sono tanti per tutti, poi dalla piazza un urlo liberatorio: vogliamo e vogliono sfilare non sfidare, fin dove e' possibile, fino ad un centimetro dalla zona rossa, "corteo...corteo" si sente e gli organizzatori non possono che essere d'accordo.  Si fa il corteo, anche se solo per 500 metri!
Bellissimo, la gente e' uscita fuori da ogni dove, era riparata al fresco, era mezzogiorno e i 40 gradi si sentono da impazzire!
Eravamo tantissimi, bellissimi, pieni di orgoglio perché nel giusto, in migliaia ad urlare "Taranto libera" e lo facciamo anche noi!
Arriviamo nella zona rossa , avanti il cordone del servizio d'ordine , subito dietro tanti giovani dello stadio quelli della curva, gli ultras, schierati a difesa della propria terra, ma anche tanti papa' e mamme fieri di presidiare la piazza.
Nel frattempo arrivano i Ministri, ma sembra non importare, a loro interessava la piazza, guardarsi in faccia, incoraggiarsi gli uni con gli altri perché consapevoli che la lotta e' ancora lunga.
Una cosa posso dirla per certo, niente sarà più lo stesso.
Vincenzo (Nac)

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