C'era una volta l'anello al naso!
Ore 07:45 ci ritroviamo per la partenza non prima di un caffè.
Ore 08:00 ci puliamo i baffi, giù qualche battuta per sdrammatizzare e poi si parte, direzione Taranto.
Oggi per quella gente, ma indirettamente anche per la nostra gente, e'
una giornata importante, una giornata che può scrivere una pagina
importante per quella terra. Ma non hanno intenzione di farla scrivere
ad altri, no, vogliono farlo loro.
Noi non possiamo che rendergli
omaggio con la nostra presenza, in cuor nostro crediamo di rappresentare
Brindisi e forse lo facciamo per davvero, ma oggi e' la gente di
Taranto la protagonista.
Sulla strada arrivano i suggerimenti per
evitare i blocchi che nel frattempo sono comparsi e noi cogliamo quei
suggerimenti ed arriviamo a destinazione comodamente.
Si parcheggia, ci si sistema, si prende lo striscione e ci si avvia verso la piazza.
Notiamo i primi blindati, agenti in antisommossa, ma a dire il vero non
sembravano cosi cattivi, la causa e' quella giusta, sono padri e
lavoratori anche loro.
Si vede anche tanta gente che va in un unica
direzione, questo ci fa capire che la piazza e' vicina, infatti
sbuchiamo nel corso , la piazza e' a 300 metri.
Stranamente , al
contrario di quanto ci accade a Brindisi, la gente di Taranto accoglie
le maglie nere NO AL CARBONE con sorrisi, pacche sulle spalle, emozione
appariva nei loro occhi e anche nei nostri, tanta ammirazione in casa
nostra non l'abbiamo!
Arriviamo in piazza, dal palco urla e applausi
per la gente di Brindisi e ci invitano a stare sul palco, affianco ai
comitati, ai cittadini, ma anche ai medici ed ai disoccupati, ai pastori
, agli ammalati, agli ultras ed agli operai, insomma c'era tutta
Taranto in rappresentanza.
La piazza é gremita, e' calda non solo per
la temperatura, osannati Todisco e la magistratura ma anche chi ha
deciso di voltare pagina, mentre disprezzo per i politici, per i Riva,
per quel sindacato che ha permesso comunque tutto questo.
Parliamo
anche noi, diamo testimonianza delle nostre lotte, che sono come le loro:
sono etichettate da stampa, tv e politica locale come eversive,
demagogiche. L' Ilva non può chiudere, Enel non può fermarsi!
Emozioni e rabbia alla testimonianza dei medici, in lacrime perché
impotenti davanti a tanto dolore, ma fieri di essere al fianco di quella
gente, urlano, inveiscono, chiedono giustizia e che Taranto tutta
reagisca, gli applausi sono tanti per tutti, poi dalla piazza un urlo liberatorio: vogliamo e vogliono sfilare non sfidare, fin dove e'
possibile, fino ad un centimetro dalla zona rossa, "corteo...corteo" si
sente e gli organizzatori non possono che essere d'accordo. Si fa il
corteo, anche se solo per 500 metri!
Bellissimo, la gente e' uscita
fuori da ogni dove, era riparata al fresco, era mezzogiorno e i 40 gradi
si sentono da impazzire!
Eravamo tantissimi, bellissimi, pieni di
orgoglio perché nel giusto, in migliaia ad urlare "Taranto libera" e lo
facciamo anche noi!
Arriviamo nella zona rossa , avanti il cordone
del servizio d'ordine , subito dietro tanti giovani dello stadio quelli
della curva, gli ultras, schierati a difesa della propria terra, ma
anche tanti papa' e mamme fieri di presidiare la piazza.
Nel
frattempo arrivano i Ministri, ma sembra non importare, a loro
interessava la piazza, guardarsi in faccia, incoraggiarsi gli uni con
gli altri perché consapevoli che la lotta e' ancora lunga.
Una cosa posso dirla per certo, niente sarà più lo stesso.
Vincenzo (Nac)
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