19 agosto 2012

Torna il carbone nella centrale della vergogna.

foto: Brindisreport.it
Venerdì 17 agosto, mentre il sindaco di Brindisi pubblicava suggestive foto di tramonti sul suo profilo facebook e i cittadini consumavano gli ultimi sgoccioli di una calda estate al mare, approdava silenziosa nel porto una imponente carboniera.

Sbarco autorizzato dal segretario dell'autorità portuale, probabilmente in maniera illegittima data l'assenza del Presidente dell'ente, la nave ci resterà per circa 25 giorni e andrà a rifornire la centrale Edipower: un impianto vergognoso che non ha mai avuto dei desolforatori e che si prepara a bruciare carbone a quattro passi dalla città, in barba a tutti i morti per tumore e ai tanti ammalati di patologie respiratorie. 

Inosservata ritorna la movimentazione del carbone nella città, come inosservato fu quel documento del 1989 sottoscritto tra Ministero dell'industria ed enti locali che prevedeva la dismissione in 10 anni dell'impianto di Brindisi Nord, già allora considerato obsoleto.
Inosservate come le successive convenzioni del '94 e del 2003, in cui fu deciso che l'impianto doveva chiudere, ma nonostante ciò, una volta seduti alle poltrone dei tavoli decisionali si sottoscriveva il contrario.
Si decideva di continuare a bruciare carbone, di continuare a svendere la città di Brindisi, si è deciso di continuare a "mangiare" tutti.



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