2 novembre 2016

ANTEPRIMA DEL NUOVO VIDEOCLIP DI AMERIGO VERARDI

Sabato 5 novembre 2016 alle 21.00 Artisti con No al Carbone e Binario 23 presentano il videoclip del brano ”Brindisi - ai terminali della via Appia” di Amerigo Verardi, nome storico della scena alternative psycho rock Italiana. Il singolo precede l’album “Hippie dixit” che uscirà il prossimo 16 dicembre con l’etichetta The Prisoner Records. L’incontro si inserisce in una serie di eventi organizzati da No al Carbone con chi vuole sostenere battaglie civili e sociali offrendo la propria arte. Ne parleranno la regista Paola Crescenzo, Daniele Guadalupi, co-autore del videoclip, e il musicista Amerigo Verardi. La discussione sarà moderata da Mimmo Saponaro, giornalista, curatore e conduttore per Ciccio Riccio della trasmissione radiofonica Radiazioni. Il videoclip, ancora inedito, interpreta la drammaticità del tema affrontato nella canzone di Amerigo Verardi, che associa la leggerezza delle note del ritornello alle dure parole che descrivono la condizione di malessere in cui molti abitanti di Brindisi vivono. Alle immagini del contesto attuale, nel videoclip si alternano scene tratte da pellicole di famiglia degli anni ’60 e ’70, che rievocano tanto momenti di festa, gioco e spensieratezza, quanto ciminiere che fumano o cerimonie di inaugurazione di complessi industriali che allora rappresentavano il progresso e oggi un destino doloroso. “Brindisi (ai terminali della via Appia)”, a partire dal gioco di parole del titolo, nelle immagini create nelle strofe e in particolare nel ritornello, racchiude tutte le contraddizioni della nostra città e dell’era contemporanea di ogni dove. La bellezza è stata svenduta all’industrializzazione per nulla rispettosa del contesto in cui si è insediata, e gli effetti devastanti sulla salute pubblica vengono rimossi o “tollerati” in nome di un mero ricatto occupazionale. A seguire il concerto di Ilenia Protino (voce, basso, kazoo, armonica) e Lorenzo Rinaudo (voce, chitarra). Il duo ci accompagna in un viaggio a spasso nel tempo dal rock'n'roll ai classici blues, al pop dei giorni nostri, in una chiave personalizzata e toccando nomi come Elvis, Peggy Lee, Beatles, Paolo Nutini, Moby ed altri ancora. Sabato 5 novembre 2016 Binario 23, via Congregazione, 11 Brindisi Ingresso libero

30 ottobre 2016

ENEL CONDANNATA IN PRIMO GRADO MA NON BASTA. AD ESSERE ACCERTATO DOVRA’ ESSERE IL DISASTRO AMBIENTALE E I DANNI ALLA SALUTE.

Si chiude il primo grado del processo Enel in cui si è dimostrato che le polveri che hanno “sporcato” i terreni e le coltivazioni adiacenti al carbonile e al nastro trasportatore erano effettivamente polveri di carbone. Non era facile dimostrarlo, ed Enel, in questi quattro anni di dibattimenti, ha sempre sostenuto la tesi che la polvere nera ritrovata sulle colture di Cerano non fosse carbone ma altro.
Getto pericoloso di cose e danneggiamento aggravato. Condannati due dirigenti Enel, Calogero Sanfilippo, responsabile della produzione e Antonino Ascione, responsabile dell’unità di business, entrambi coscienti delle dispersioni del carbone avvenute sia dal carbonile della grandezza di 125mila metri quadri, sia dai 12 chilometri di nastro trasportatore.  

Questo un po’ il mood di ciò che i due manager si scrivevano tramite mail e venuto a galla grazie all'inchiesta della Digos:

“Io lo manderei a fare in culo dal nostro avvocato”
“Lo abbiamo risarcito altre due volte ma adesso lo manderei a fare in culo…”
“La famiglia Cosenti è stata risarcita nel 2000 e nel 2005. In altre tre occasioni ha presentato richiesta senza essere risarcito… Condivido di mandarlo a fare in culo, anche se alla fine occorre risolvere il problema”
“Una soluzione potrebbe essere quella di acquistare o di iniziare a mostrare interessamento all’acquisto del terreno”
“Sono d’accordo nel sentirlo ma, essendo un rompicoglioni tipo Spedicato (un altro agricoltore, nda), bisogna evitare che diventi una piattola. Ciao”.

Nel frattempo i due dirigenti sono stati al loro posto, nei loro uffici, sulle loro poltrone fino al giorno della sentenza che li ha condannati a 9 mesi di reclusione. Assolti gli altri 11 imputati ma condannata Enel Produzione che insieme ai due dirigenti dovrà risarcire 58 contadini.

Una piccola vittoria ma un grosso passo in avanti. Un primo passo verso il riscatto del nostro territorio dopo anni di denunce. La conferma in primo grado dell’inquinamento dei campi, che oltre ad essere dei terreni privati sono anche un bene della comunità inteso come possibilità di lavoro e ricchezza di biodiversità del territorio. Un danno ai terreni privati ma anche un danno ad un ecosistema di cui la comunità e le associazioni ne sono custodi benché il Tribunale abbia deciso di escluderle dal risarcimento.
Un primo passo che è un bicchiere mezzo pieno perché l’impatto di Enel su questo territorio non può chiudersi con una condanna per imbrattamento. Il nostro territorio è vittima di un danno ambientale di proporzioni enormi e non solo alla luce dei gravissimi dati sanitari che abbiamo a disposizione.
Per questo la nostra battaglia non si ferma qui ma continua perché quell’impianto deve essere chiuso definitivamente e quell’area bonificata e riconsegnata alla collettività. L’era dei combustibili fossili è terminata, il vecchio modello industriale che abbiamo dovuto subire ha fallito, il teorema per cui la tutela del lavoro passa necessariamente dalla tutela della produzione industriale non è stato mai dimostrato anzi, è avvenuto proprio il contrario. A Brindisi si tutelano i colossi dell'energia e della chimica, si tutela la rete affaristica tra malapolitica e interessi finanziari delle grandi multinazionali, si tutelano i grandi capitali di Enel mentre la disoccupazione cresce a dismisura come cresce il fenomeno dell’emigrazione in cerca di lavoro, la corruzione e l’inaridimento fisico e culturale del territorio.

21 ottobre 2016

ARTISTI CON NO AL CARBONE: A BRINDISI CARLOS SOLITO E NANDU POPU PER IL FILM MARE D’ARGENTO

Dopo una breve pausa tornano gli Artisti con No al carbone: appuntamento domenica 30 ottobre 2016 alle ore 20.00 presso Binario 23 a Brindisi in via Congregazione, con la proiezione del film MARE D’ARGENTO. Presenti il regista Carlos Solito e Nandu Popu, uno dei protagonisti del film e autore con Mango della colonna sonora.

Ma i veri protagonisti del film sono gli ulivi di Puglia, con l’inconfondibile paesaggio che dal Gargano al Salento, passando per il Tavoliere e la Murgia, caratterizza l’intera regione insieme a masserie, frantoi ipogei, muretti a secco e insediamenti rupestri. Le musiche dei Sud Sound System e Mango fanno il resto, rimarcando le magiche atmosfere della nostra terra raccontata con gli occhi di un bambino. Un film - interamente girato nel territorio di Fasano, in provincia di Brindisi - che celebra il simbolo del Mediterraneo in uno dei momenti più critici che la Puglia ha vissuto per le tutte le vicende legate al batterio Xylella. 

19 ottobre 2016

CERANO E IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE FOCALIZZATE SU "INTERESSI NAZIONALI".

E' stato pubblicato pochi giorni fa "Carboni ardenti", l'approfondimento mensile della rivista Terre di frontiera , con un reportage dedicato alla centrale Enel Federico II di Brindisi.  
 

L'elenco dei dati, delle emissioni, degli effetti sulla salute e dei danni ambientali fatto nel reportage non serve solo a confermare (qualora ci fossero dubbi) la stretta correlazione tra impatto industriale ed emergenza sanitaria, ma anche ad evidenziare, per l’ennesima volta, il fallimento di una tipologia di sviluppo per lo più imposto, di politiche sbagliate perché focalizzate su “interessi nazionali”.

16 settembre 2016

ENEL BRINDISI : DATI ALLA MANO, CHIUDERE E BONIFICARE.

Non si arresta la dispersione in di polveri di carbone dai carbonili della centrale Enel Federico II come dimostrano queste foto realizzate dai residenti di contrada Cerano che denunciano la completa inefficienza delle coperture. 

Queste opere di "ambientalizzazione", presentate come opere ingegneristiche all'avanguardia, realizzate con un clamoroso ritardo di 25 anni, avrebbero dovuto annullare  l'inquinamento prodotto dalle polveri, causa principale del processo in corso in cui il Pm ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per 13 dei 15 imputati, quasi tutti manager di Enel.
Dal 1991 sono dovuti passare 17 anni per i primi cannon fog, 20 anni per il primo revamping del nastro trasportatore e 25 per avere un parco carbonile coperto (ma solo sulla carta a quanto pare).

E intanto continua la produzione di evidenze scientifiche circa gli effetti nocivi sulla salute delle popolazioni pugliesi dell’inquinamento industriale.
Nel dicembre 2014 è stato diffuso l’aggiornamento del rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente sui costi economici degli effetti sanitari associati alle emissioni industriali. L'aggiornamento abbraccia un arco temporale dal 2008 al 2012, e rispetto a quello precedente relativo al 2009, la Federico II si conferma primo in assoluto tra i peggiori impianti italiani. Nel periodo 2008/2012 le emissioni inquinanti della centrale Enel Federico II hanno comportato un costo in termini sanitari tra i 1356 e 2940 MILIONI DI EURO.
Nel 2015 uno studio del CNR pubblicato dalla rivista “International Journal of Environmental Research and Public Health” che prende in esame l’impatto del particolato emesso dalla Federico II afferma che la centrale provocherebbe fino a 44 morti l'anno.
L’indagine condotta inoltre ha evidenziato che ignorare il ruolo del particolato secondario conduce ad una sottostima notevole dell’impatto che la centrale ha sulla salute delle popolazioni.

Un altro studio recentissimo condotto dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP), dell’Ares Puglia, dell’ARPA e della ASL di Brindisi guidato per incarico del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia ha dimostrato che, per alcune cause di morte, è associato un aumento significativo di rischio al crescere dell'esposizione a PM10. Nei soggetti della coorte più esposti a neanche un microgrammo (precisamente 0.65) al metro cubo d'aria in più di altri, si riscontra una mortalità annua più elevata per tutti i tumori (+8%), tra questi spiccano il cancro del pancreas: (+11%), e il cancro della vescica: (+16%); per malattie respiratorie (+12%), per eventi coronarici acuti, cioè decessi per infarto cardiaco (+11%). Questo studio inoltre mette in luce l’inadeguatezza dei “limiti di legge” delle emissioni rispetto alle evidenze scientifiche sulla nocività del particolato.

In qualsiasi altra nazione del mondo con questi dati alla mano la centrale Enel sarebbe stata chiusa. Si sarebbe bloccata la produzione perché non sostenibile dal punto di vista dell'impatto ambientale e “fuorilegge” per quel che concerne il Diritto Ambientale.
A Brindisi invece, al netto di tutte le buone intenzioni propagandate in campagna elettorale soprattutto da parte di chi le elezioni le ha vinte, è calato il silenzio e il business criminale del carbone continua indisturbato. Riteniamo gravissimo il silenzio della politica e delle Istituzioni come Comune e Regione e della stessa ASL parte attiva nell'ultimo studio, di cui non c’è traccia sui siti aziendali, ed è paradossale che l'unico commento ai dati sia provenuto da un'associazione di liberi cittadini. Evidentemente sono più importanti le passerelle presso la Fiera del Levante invece che i problemi concreti delle comunità.

9 settembre 2016

AL CONGRESSO MONDIALE DI EPIDEMIOLOGIA AMBIENTALE A ROMA LA "CATTIVA" SALUTE DI TARANTO, BRINDISI E MANFREDONIA.

Ancora cattive notizie per la salute delle popolazioni pugliesi residenti a Brindisi, Taranto, Bari e Manfredonia. E’ quanto è emerso da diversi contributi scientifici presentati alla Conference 2016 dell’International Society for Environmental Epidemiology (ISEE) svoltasi in questi giorni a Roma, il congresso mondiale degli epidemiologi giunti in Italia da tutti i continenti.
BRINDISI: IL PM10 DELLE 3 CENTRALI ELETTRICHE HANNO PROVOCATO PIU' DECESSI PER TUMORI, MALATTIE RESPIRATORIE E CARDIACHE
Nell’area di Brindisi in relazione alle emissioni delle tre centrali operanti sul territorio, due delle quali ancora attive, è stato condotto uno studio dei ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP), dell’Ares Puglia, dell’ARPA e della ASL di Brindisi guidato per incarico del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia da Francesco Forastiere (DEP)