21 febbraio 2012

La replica delle Mamme-nac al vicepresidente di Assocarboni.

Nel post pubblicato il 15 Febbraio dal titolo: 
-Nella giornata nazionale contro il carbone, anche tu puoi dire il tuo no!-, abbiamo avuto il piacere  di ospitare una lettera, in forma di commento al post,  a firma di Rinaldo Sorgenti , Vicepresidente di ASSOCARBONI e già Vicepresidente della Stazione Sperimentale per i Combustibili.

Titolo della lettera: 
"L’avversione al carbone nasce da cattiva informazione".
(Una curiosità: dopo una ricerca su google abbiamo notato che questo testo appare su diversi siti di associazioni ambientaliste).  



Di seguito pubblichiamo la replica di
Ornella Tarullo
Mamme No al Carbone
 
Di solito non rispondo a chi, con assoluta mancanza di rispetto, utilizza lo stesso identico intervento  per replicare, con argomentazioni settarie della categoria che rappresenta, ad ogni tipo di iniziativa che le contrasta. Ma le Mamme No al Carbone non possono essere tacciate di "fare confusione e alimentare il pregiudizio", nessuno può accusarle di ignoranza. Sono la voce dei loro figli, sono motivate dalla difesa della loro salute e per questo ben informate.

Ritroviamo nelle parole di Sorgenti, quando confronta l'utilizzo del gas con quello del carbone per produrre energia elettrica, le stesse identiche argomentazioni, prive di ogni fondamento scientifico, che ci siamo sentiti ripetere in diverse occasioni dall’Enel: “una moderna centrale a carbone ha sostanzialmente lo stesso impatto ambientale di una moderna centrale a gas”, affermazione questa smentita addirittura da una memoria tecnica del Consiglio di Stato che aveva fatto il confronto tra le polveri e i micro-inquinanti nei due casi.

Per quanto riguarda la CO2, l’accelerazione dei cambiamenti climatici è assolutamente innegabile. E' in atto un vero e proprio sconvolgimento climatico che giustamente preoccupa i Governi di tutto il mondo, che stanno cercando la strada per fare fronte a quella minaccia, un percorso difficilissimo e irto di ostacoli, come tutti sanno, ma obbligato dalla gravità della situazione. Già due anni fa un leader, né estremista né ambientalista, il presidente della Commissione UE, Manuel Barroso, rivolgendosi ai capi di Governo riuniti a New York, affermò: “Il clima sta cambiando più velocemente di quanto si prevedesse anche solo due anni fa. Continuare a comportarci come se niente fosse equivale a rendere inevitabile una trasformazione pericolosa, forse catastrofica del clima nel corso di questo secolo”.

Non si può quindi liquidare, come fa Sorgenti, la nostra citazione del Protocollo di Kyoto come un "fuorviante luogo comune", nè si può continuare a insistere sui suoi costi senza considerare il disastro ambientale ed economico che invece provocherebbero i cambiamenti climatici che sicuramente sperimenteremo se non riducessimo drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2050.

Quanto alla Germania, certamente ha avuto una storia industriale e economica nella quale il carbone ha svolto un ruolo di primo piano, ma oggi, primeggiando nel mondo con i suoi 27mila MW di eolico e oltre 17.000 di fotovoltaico, è evidente a tutti che questa nazione viaggia  verso fonti energetiche rinnovabili.

Il ricatto occupazionale poi, che emerge continuamente nel commento di Sorgenti, va rifiutato da tutti con dignità e fermezza, perché oggi più che ieri il futuro è nell’economia sostenibile per l’ambiente e la salute, tanto più che, sul piano occupazionale, la bonifica dell’area ed una sua riconversione verso impianti e produzioni nel settore delle energie rinnovabili pulite darebbero lavoro stabile e sicuro ad un maggior numero di persone.

Quello che invece manca totalmente  nelle osservazioni di Sorgenti (e come potrebbe essere diversamente per chi rappresenta gli interessi di chi con il carbone crea profitti) è l'allarme, che invece è il motore propulsivo della denuncia che le Mamme No al Carbone, verso i forti legami tra inquinamento atmosferico e salute dei bambini, purtroppo i più suscettibili agli effetti dannosi delle emissioni delle centrali a carbone. La loro salute a Brindisi è messa fortemente a rischio! I nostri bambini respirano aria contenente pericolosi inquinanti come particolati,  biossido di zolfo, arsenico, mercurio e altri metalli pesanti che la scienza da tempo collega a  malattie respiratorie e cardiache, disordini  neurologici, dello sviluppo e dell'apprendimento proporzionalmente alla distanza dalla fonte di emissione. I casi di asma e, più in generale, di allergie alimentari e respiratorie sono rapidamente e vertiginosamente aumentati, più che raddoppiati negli ultimi venti anni (approssimativamente il 3-6% per cento dei nostri bambini hanno l'asma) e sono in preoccupante aumento anche i disturbi neurologici, con ritardo nel linguaggio, disturbi dell'attenzione, iperattività e dislessia, messi in correlazione da diversi studi statistici con la presenza  di mercurio, una potente neurotossina, nell'ambiente.

Per questo  la Mamme di No al Carbone hanno deciso di unire le loro forze per reclamare il diritto dei nostri bambini a respirare aria pulita, perchè crediamo che questo debba essere interesse della società prima ancora che della politica. Per questo, porteremo il passeggino rosso,  simbolo del diritto dei nostri figli alla salute, nei luoghi dove questa viene messa in pericolo, davanti alle centrali a carbone della nostra città, nelle sedi della politica e dell'informazione, per informare la gente e chiedere un risveglio delle coscienze. Sorgenti si rassegni a sentir parlare ancora di noi!

Ornella Tarullo
Mamme No al Carbone

20 febbraio 2012

NON PIÙ DISPOSTI A VIVERE COME "POLLI D'ALLEVAMENTO".

È inutile girarci intorno: ci sono città prescelte per diventare colonie industriali e Brindisi, suo malgrado, è stata una di queste.
Città "cavia" e territorio di conquista per colossi economici come Enel o Eni, che da decenni "operano" anche e soprattutto sulla decrescita culturale dei cittadini.
Portare nelle strade, quindi, l'iniziativa "io ci metto la faccia", rappresentava per noi una sfida molto difficile. Come avrebbe reagito Enel-city  a tale provocazione? Quanti brindisini sarebbero stati  disposti  a schierarsi contro il carbone mettendoci  addirittura la faccia?
Nei due giorni dell'iniziativa il gran numero di persone che si sono fermate a farsi fotografare, sono state  la risposta a tutti i nostri dubbi iniziali. Sono state la dimostrazione che qualcosa lentamente sta cambiando, che il germe della verità  si sta insinuando  nella testa dei cittadini di oggi, ma ancora di più in quelli di domani. Quelle decine di ragazzi e ragazze appena ventenni che si sono fermati a partecipare, a chiacchierare  e chiedere informazioni, sono quei  brindisini di domani che non saranno più disposti a vivere come "polli d'allevamento".
Decine e decine di volti immortalati rappresentano una protesta civile difficile da ignorare, ma soprattutto la risposta più netta e chiara alle parole dell’Ing. Leone, responsabile ENEL per la comunicazione, che in questi giorni aveva dichiarato che l’unico criterio con il quale si produce e vende energia è il criterio economico, e che quindi occorre produrre al più basso costo possibile, oggi ottenibile con il carbone.
Un ragionamento  allucinato  che non tiene in considerazione i costi sanitari,  che un recente studio dell’Agenzia Europea sull’Ambiente ha quantificato in circa 700 milioni di euro all’anno a Brindisi dovuti alla centrale ENEL di Cerano.
La battaglia contro il carbone continua e da oggi è più decisa e determinata che mai.

15 febbraio 2012

Nella giornata nazionale contro il carbone, anche tu puoi dire il tuo No!

In Piazza Vittoria con le mamme  No al Carbone 
Una iniziativa della campagna Passeggino Rosso.

 l 18 e 19 Febbraio, in occasione della mobilitazione nazionale contro il carbone ed i suoi danni al clima, il Movimento No al Carbone Brindisi organizza in piazza Vittoria una due giorni di mostra fotografica, presentando la sua iniziativa "Io ci metto la faccia", condotta negli scorsi mesi nell'ambito della campagna Passeggino Rosso.


La scelta di incrementare in Italia l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica tramite la riconversione e la costruzione di grandi centrali è una scelta nociva per l'equilibrio climatico del nostro pianeta, in quanto la combustione del carbone produce altissime emissioni di anidride carbonica. Ma quello che si intende sottolineare è che il carbone costituisce anche una grave minaccia per la salute dei nostri bambini: la sua combustione rilascia un cocktail di inquinanti micidiali (Arsenico, Cromo, Cadmio e Mercurio) che li sta avvelendo, cominciando dal concepimento e proseguendo via via.  I nostri bambini vivono in zone che violano gli standard nazionali di qualità dell'aria per i comuni inquinanti come particolati, biossido di zolfo, arsenico, mercurio e altri metalli pesanti che la scienza da tempo collega a malattie respiratorie e cardiache, disordini neurologici, dello sviluppo e dell'apprendimento. I casi di asma e, più in generale, di allergie alimentari e respiratorie sono rapidamente e vertiginosamente aumentati, più che raddoppiati negli ultimi venti anni e sono in preoccupante aumento anche i disturbi neurologici, con ritardo nel linguaggio, disturbi dell'attenzione, iperattività e dislessia, messi in correlazione da diversi studi statistici con la presenza nell'ambiente del mercurio che è una potente neurotossina. 

E' ora di dire basta! E' ora di unire le nostre forze per reclamare il diritto dei nostri bambini a respirare aria pulita. 
Per questo invitiamo tutti i cittadini a venire a trovarci in Piazza, Sabato (ore 18 - 20) e Domenica (ore 10 - 13 e 18 - 20), unendosi alla nostra battaglia e aggiungendo la loro faccia alla nostra. Sarà possibile infatti farsi fotografare per partecipare attivamente alla nostra protesta: i nostri figli hanno il diritto a non respirare aria avvelenata, se uniamo le nostre voci possiamo combattere e vincere questa battaglia.

13 febbraio 2012

Ai manager Eternit 16 anni di reclusione

l tribunale di Torino condanna Schmidheiny e il barone De Cartier a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione di cautele. Lunghissima la lista dei risarcimenti. A ciascuno parente delle vittime andranno 30 mila euro di risarcimento. Le lacrime dei familiari durante la lettura del verdetto.     di FEDERICA CRAVERO e SARAH MARTINENGHI

 "Colpevoli dei reati a loro contestati". Queste le prime frasi lette dal giudice del processo Eternit. La lettura della sentenza è tuttora in corso. Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche.

La condanna vale per i reati commessi negli stabilimenti piemontesi di Casale e Cavagnolo, dal 13 agosto 1999 in avanti. Quelli precedenti risultano invece prescritti, come i reati contestati negli stabilimenti di Bagnoli (in provincia di Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). Lunghissimo l'elenco dei risarcimenti: ai sindacati andranno 100 mila euro, 4 milioni al Comune di Cavagnolo, 15 milioni all'Inail (da revisionare in sede civile), 5 milioni all'Asl. Alla Regione Piemonte andranno 20 milioni, mentre il Comune di Casale sarà risarcito con 25 milioni.

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