16 settembre 2016

ENEL BRINDISI : DATI ALLA MANO, CHIUDERE E BONIFICARE.

Non si arresta la dispersione in di polveri di carbone dai carbonili della centrale Enel Federico II come dimostrano queste foto realizzate dai residenti di contrada Cerano che denunciano la completa inefficienza delle coperture. 

Queste opere di "ambientalizzazione", presentate come opere ingegneristiche all'avanguardia, realizzate con un clamoroso ritardo di 25 anni, avrebbero dovuto annullare  l'inquinamento prodotto dalle polveri, causa principale del processo in corso in cui il Pm ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per 13 dei 15 imputati, quasi tutti manager di Enel.
Dal 1991 sono dovuti passare 17 anni per i primi cannon fog, 20 anni per il primo revamping del nastro trasportatore e 25 per avere un parco carbonile coperto (ma solo sulla carta a quanto pare).

E intanto continua la produzione di evidenze scientifiche circa gli effetti nocivi sulla salute delle popolazioni pugliesi dell’inquinamento industriale.
Nel dicembre 2014 è stato diffuso l’aggiornamento del rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente sui costi economici degli effetti sanitari associati alle emissioni industriali. L'aggiornamento abbraccia un arco temporale dal 2008 al 2012, e rispetto a quello precedente relativo al 2009, la Federico II si conferma primo in assoluto tra i peggiori impianti italiani. Nel periodo 2008/2012 le emissioni inquinanti della centrale Enel Federico II hanno comportato un costo in termini sanitari tra i 1356 e 2940 MILIONI DI EURO.
Nel 2015 uno studio del CNR pubblicato dalla rivista “International Journal of Environmental Research and Public Health” che prende in esame l’impatto del particolato emesso dalla Federico II afferma che la centrale provocherebbe fino a 44 morti l'anno.
L’indagine condotta inoltre ha evidenziato che ignorare il ruolo del particolato secondario conduce ad una sottostima notevole dell’impatto che la centrale ha sulla salute delle popolazioni.

Un altro studio recentissimo condotto dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP), dell’Ares Puglia, dell’ARPA e della ASL di Brindisi guidato per incarico del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia ha dimostrato che, per alcune cause di morte, è associato un aumento significativo di rischio al crescere dell'esposizione a PM10. Nei soggetti della coorte più esposti a neanche un microgrammo (precisamente 0.65) al metro cubo d'aria in più di altri, si riscontra una mortalità annua più elevata per tutti i tumori (+8%), tra questi spiccano il cancro del pancreas: (+11%), e il cancro della vescica: (+16%); per malattie respiratorie (+12%), per eventi coronarici acuti, cioè decessi per infarto cardiaco (+11%). Questo studio inoltre mette in luce l’inadeguatezza dei “limiti di legge” delle emissioni rispetto alle evidenze scientifiche sulla nocività del particolato.

In qualsiasi altra nazione del mondo con questi dati alla mano la centrale Enel sarebbe stata chiusa. Si sarebbe bloccata la produzione perché non sostenibile dal punto di vista dell'impatto ambientale e “fuorilegge” per quel che concerne il Diritto Ambientale.
A Brindisi invece, al netto di tutte le buone intenzioni propagandate in campagna elettorale soprattutto da parte di chi le elezioni le ha vinte, è calato il silenzio e il business criminale del carbone continua indisturbato. Riteniamo gravissimo il silenzio della politica e delle Istituzioni come Comune e Regione e della stessa ASL parte attiva nell'ultimo studio, di cui non c’è traccia sui siti aziendali, ed è paradossale che l'unico commento ai dati sia provenuto da un'associazione di liberi cittadini. Evidentemente sono più importanti le passerelle presso la Fiera del Levante invece che i problemi concreti delle comunità.

9 settembre 2016

AL CONGRESSO MONDIALE DI EPIDEMIOLOGIA AMBIENTALE A ROMA LA "CATTIVA" SALUTE DI TARANTO, BRINDISI E MANFREDONIA.

Ancora cattive notizie per la salute delle popolazioni pugliesi residenti a Brindisi, Taranto, Bari e Manfredonia. E’ quanto è emerso da diversi contributi scientifici presentati alla Conference 2016 dell’International Society for Environmental Epidemiology (ISEE) svoltasi in questi giorni a Roma, il congresso mondiale degli epidemiologi giunti in Italia da tutti i continenti.
BRINDISI: IL PM10 DELLE 3 CENTRALI ELETTRICHE HANNO PROVOCATO PIU' DECESSI PER TUMORI, MALATTIE RESPIRATORIE E CARDIACHE
Nell’area di Brindisi in relazione alle emissioni delle tre centrali operanti sul territorio, due delle quali ancora attive, è stato condotto uno studio dei ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP), dell’Ares Puglia, dell’ARPA e della ASL di Brindisi guidato per incarico del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia da Francesco Forastiere (DEP)

26 luglio 2016

IL GIGANTE, LO SPETTACOLO TEATRALE DI ANDREA MARTINA, RITORNA A BRINDISI.

Domenica 31 luglio 2016 alle ore 21.00, presso Parco Maniglio nel quartiere Bozzano a Brindisi, riproponiamo lo spettacolo teatrale “IL GIGANTE” scritto e interpretato da Andrea Martina, regia di Lucia Fiorante, musica ed effetti sonori a cura di Davide Greco e Giuseppe Fiorante.
Con questo appuntamento prende avvio "Artisti con i No al Carbone", una serie di eventi organizzati con chi vuole sostenere battaglie civili e sociali offrendo la propria arte. Perché riteniamo l'arte efficace veicolo attraverso cui viaggiano e si radicano concetti. 

Cosa voleva dire avere vent’anni nella Brindisi degli anni ’80? Che stava succedendo intorno alla città? “Il Gigante” è la storia di tre amici che vivono la costruzione della Centrale Termoelettrica a Cerano sulla loro pelle. Il giornalista in cerca di notizie, il contadino costretto a svendere le proprie terre e andare via, il figlio del sindacalista che si rifiuta di lavorare nel petrolchimico e decide di emigrare al Nord. Tutti e tre uniti da un’amicizia che parte dalle fughe in bicicletta ed è messa a dura prova dalle prime responsabilità. Una storia fatta di scelte, fabbriche e Sud.

Uno spettacolo che racconta vicende passate che hanno inciso pesantemente sul contesto attuale e condizioneranno ancora per molto il nostro futuro. Vecchie storie che riviviamo oggi nei volti degli uomini e delle donne che si battono per contrastare scelte basate su logiche industriali che hanno distrutto la bellezza di una terra segnando il declino del comparto agricolo brindisino.
Lo spettacolo “Il Gigante” è un tributo che Andrea Martina offre alla sua terra e un modo per smascherare l'inganno, insieme a noi, di questa dannata “vocazione” industriale, in cui non abbiamo mai creduto.

27 giugno 2016

IL DITO, LA LUNA, IL POZZO.



La possibile concessione ventennale delle rampe traghetto alla Compagnia Grimaldi è presentata come un’imperdibile occasione di sviluppo per il Porto e la Città.  In verità, il dito con cui ci indicano questa opportunità è contorto e pieno di nodi.  Infatti lascia tutti un po’ perplessi la fretta con cui il Comitato Portuale viene chiamato a esprimersi sulla questione.  Pur essendo parte dello stesso Comitato, sindaco e giunta non sono ancora operativi.  La stessa Autorità Portuale è retta da un commissario e si è in attesa di una riforma.  Nessuno ha ancora diradato i dubbi sulla conformità di una simile concessione alla legge nazionale ed europea.  Nel rilascio delle concessioni, la  legge n. 84/94 obbliga le autorità competenti a “riservare nell'ambito portuale spazi operativi allo svolgimento delle operazioni portuali da parte di altre imprese non concessionarie”.  Anche su altre problematiche, il rischio di azioni legali da parte di impese armatrici danneggiate è più che concreto.  Sicuramente tutto ciò genera sospetto.  Appare una forzatura per orientare la scelta verso una direzione favorevole alle richieste di Grimaldi. 

17 giugno 2016

A CHI FA PAURA L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA?

Nella mattinata del 13 giugno 2016, durante l’udienza del processo contro ENEL avviato nel 2012 in cui siamo parte civile insieme ad altre associazioni, il pm della procura di Brindisi Giuseppe De Nozza ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per 13 dei 15 imputati per la dispersione di polvere di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della centrale di Cerano. Non ci sono dubbi quindi (e per noi non ci sono mai stati) che la polvere nera che ha contaminato i campi coltivati, come denunciato dagli agricoltori, fosse polvere di carbone. Campi coltivati con prodotti che negli anni sono entrati nella catena alimentare.