22 luglio 2017

SANT’APOLLINARE : TRA TONNELLATE DI CEMENTO CLASSIFICATE COME OPERA DI LIEVE ENTITA’ E ITER AUTORIZZATIVI FRETTOLOSI ED OSCURI.

Ieri a bordo di alcune imbarcazioni abbiamo deciso di raggiungere la spiaggia di Sant’Apollinare e il sito archeologico di Punta delle Terrare, ormai da mesi interdetti a qualsiasi accesso. Un’azione simbolica e di protesta insieme ai Vogatori Remuri e con l'adesione del Gruppo Archeo Brindisi, che ha voluto riaccendere i riflettori sullo scellerato progetto di cementificazione dell'Autorità Portuale, presentato prima nel 2005 e poi rivisto e ripresentato nel 2012.
Un progetto che a causa dei Piani urbanistici e portuali (vecchi di 50 anni) risulta essere riferito ad un'area "industriale" ma che nel documento preliminare al nuovo PUG viene indicata come area da recuperare, valorizzare e restituire alla città.


Se non abbiamo avuto tempo a sufficienza per bloccare i lavori già eseguiti, non possiamo permettere il compiersi di quest'ultimo scempio sul nostro territorio. L' inutile distruzione di quanto resta della storica spiaggia di S. Apollinare e di un'intera zona in cui potrebbero esserci reperti archeologici, visti i ritrovamenti degli anni 60 (Punta delle Terrare). Ed infatti proprio il vincolo archeologico e paesaggistico hanno imposto che si valutasse l'intero iter "in deroga" alle relative prescrizioni .
Molti sono i passaggi amministrativi quanto meno dubbi e frettolosi di questa immensa colata di cemento classificata come “opera di live entità”. 
Ma è opportuno ripercorrerli con ordine.

-La Regione Puglia (che sin dall'inizio chiedeva di cercare siti alternativi per questi accosti) in data 12/6/2012 risponde all'Autorita Portuale (che intanto sollecitava l'attestazione di compatibilità paesaggistica) comunicando che per proseguire l'iter necessita il parere obbligatorio del Comune interessato.
-L'autorità Portuale trasmette tale richiesta al Comune di Brindisi in data 15/6/2012.
Con incredibile celerità in data 18/6/2012 l'ufficio competente riceve specifica delega sindacale e , sentita la "Commissione Paesaggistica Locale" in data 19/6/2012 esprime "parere favorevole" atto che viene sollecitamente spedito alla Regione e p.c. all'Autorità Portuale in data 20/6/2012.

Stupiti dall'efficienza della nostra amministrazione, abbiamo cercato di leggere le osservazioni o i pareri espressi da questa cosiddetta "Commissione Paesaggistica Locale" (chi sono?) .
Non si leggono nomi se non quelli del "responsabile unico del procedimento" e de "l'istruttore tecnico", nella fattispecie un geometra.
Restiamo increduli davanti alla tabella in cui dovrebbero essere espresse le motivazioni. Tabella che risulta vuota, sbarrata.
Si legge soltanto che “la commissione prende atto dell'iter procedimentale sino ad oggi seguito e non ritiene di doversi esprimere in merito” . E ancora: "L'intervento è valutato principalmente secondo le direttive dettate dalla seguente normativa di riferimento " e tra le norme citate salta agli occhi "procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità".
Un’opera di migliaia di tonnellate di cemento che cambierebbe ancora una volta la morfologia del nostro porto, classificata come “intervento di lieve entità”.

 
Troppi dubbi e troppi punti oscuri avvolgono questo iter autorizzativo concluso cosi rapidamente, tra l'altro in un periodo in cui solo da pochi giorni si era insediata la giunta dell’ex sindaco Consales.
Valutazioni fatte da un ufficio tecnico sul destino di un pezzo di storia cittadina, di una porzione di porto, di una spiaggia con un'area archeologica importante. Tutto questo senza il coinvolgimento del consiglio comunale o dei cittadini . 


In questi ultimi anni abbiamo espresso la nostra contrarietà a questa ennesima violenza al nostro territorio attraverso iniziative di pulizia e cura della spiaggia, abbiamo riproposto alla città l'antica tradizione della "Mellonata d'agosto", abbiamo creato una mostra itinerante su dei grandi pannelli per spiegare ai cittadini cosa stesse accadendo, abbiamo proposto una bozza di progetto alternativo e lanciato una petizione on-line e una raccolta di firme per chiedere ai soggetti pubblici coinvolti di ritirare la propria autorizzazione e rinunciare al progetto.
Abbiamo incontrato tutti gli esponenti dei vari enti competenti: sindaco, assessori comunali, provinciali e regionali, i quali si sono detti tutti d'accordo con noi, e che si sarebbe cercata una soluzione alternativa alle esigenze dell'Autorità portuale. Perché quella zona va tutelata e valorizzata per le sue potenzialità occupazionali e turistiche. Ma tra cambi di amministrazioni, assessori e responsabili tutto è stato di volta in volta rinviato e ad oggi non vi è nessuna notizia concreta per avviare questo percorso. 

Noi continueremo a tenere alta l’attenzione su questo progetto e continueremo in tutti i modi ad ostacolarlo affinché si arrivi al suo accantonamento definitivo con il ripristinato dell’accesso all’area da parte dei cittadini.
Ci impegneremo affinché venga avviato un progetto di tutela e valorizzazione della zona, non possiamo permettere che la si soffochi nel cemento, né che resti chiusa dietro un muro o un cancello. 

Perché la nostra storia passa da lì e se si cancella la storia si cancella il futuro.

15 luglio 2017

COLPEVOLI DI DISASTRO AMBIENTALE

A quasi due settimane dalla sua presentazione, l’indagine epidemiologica sulla popolazione brindisina (Studio Forastiere), non sembra aver scosso più di tanto le coscienze dei personaggi politici che governano il nostro territorio. Al netto del saluto furtivo del Presidente Emiliano durante la giornata del 4 luglio (giorno della presentazione) in cui apparve, farneticò sulla de-carbonizzazione e scappò via per onorare gli altri impegni in agenda, non ci sembra ci sia stato altro degno di nota.
Eppure lo Studio Forastiere, per la sua importanza, lo si aspettava da anni. Il nesso causale tra le emissioni del polo petrolchimico ed energetico e il peggioramento dello stato di salute dei cittadini e dell'ambiente per noi era sempre stato un naturale principio di causa ed effetto. Ma senza uno studio di coorte non era facile dichiararlo apertamente. 


4 luglio 2017

RESA PUBBLICA FINALMENTE L'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SU BRINDISI E PROVINCIA

E' stato finalmente presentato oggi, dopo anni di attesa e di manifestazioni per chiederne la realizzazione, lo studio epidemiologico sulla popolazione di Brindisi e provincia, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ASL di Brindisi, ARPA Puglia ed ARES Puglia nel quadro delle attività del Centro Salute ed Ambiente Puglia.

I risultati di esso sono quelli che un po' tutti noi temevamo e denunciavamo da anni, e cioè una correlazione diretta tra le emissioni industriali e le patologie esistenti. Lo studio infatti dimostra come ad una esposizione delle polveri sottili e dell'anidride solforosa di origine industriale (prodotte dalla centrale Enel e dal Petrolchimico), corrisponda un aumento della mortalità per tumore, di patologie cardiovascolari e respiratorie e malformazioni congenite. Lo studio dimostra inoltre come all'aumento degli inquinanti vi era un aumento del doppio delle leucemie. 

I COMUNI INTERESSATI 

Lo studio di coorte analitico ha interessato l'area di Brindisi e precisamente i comuni di Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Mesagne, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni e Torchiarolo.
Ad ogni cittadino residente in questi comuni sono stati attribuiti gli indicatori della esposizione alle fonti di inquinamento presenti nell’area, stimati mediante modelli di dispersione in atmosfera. Sono stati considerati come inquinanti traccianti: Particolato (PM10) e Anidride Solforosa (SO2) per le centrali termoelettriche e i Composti Organici Volatili (COV) per il complesso petrolchimico. Per ciascun residente è stata dunque ricostruita l’esposizione analizzando le emissioni degli impianti industriali relative al periodo 1991 – 2014.

IL 1997 L'ANNO NERO 
L’esposizione stimata al 1997 (anno in cui le emissioni industriali sono risultate più alte nel periodo in studio) a PM10 ed SO2 da centrali termoelettriche è risultata associata ad aumenti del rischio della mortalità per tumori maligni, tumore del pancreas, tumore della vescica (uomini) e leucemia (uomini), eventi coronarici acuti e malattie dell’apparato respiratorio, in particolare broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO). L’esposizione alle emissioni dal petrolchimico (COV, al 1997) è risultata associata alla mortalità per eventi coronarici acuti e per malattie respiratorie.
Con l’esposizione tempo dipendente a SO2 (lag 0), invece di quella fissa stimata al 1997,
la relazione tra SO2 e mortalità per eventi coronarici si conferma. Tale associazione non si
apprezza più nel periodo più recente. 

NELLE AREE PIU' POVERE IL RISCHIO DI AMMALARSI E' MAGGIORE 

In questo studio, tutte le associazioni sono state stimate tenendo conto delle caratteristiche individuali, del livello socio-economico e dell’esposizione occupazionale dei residenti. Tuttavia, occorre osservare che le esposizioni agli inquinanti provenienti dagli impianti energetici e dal petrochimico sono moderatamente correlate tra di loro e quindi non è possibile attribuire gli effetti in maniera univoca ad un particolare impianto rispetto ad un altro.
L’analisi della mortalità per posizione socioeconomica dei residenti ha evidenziato un eccesso di rischio per malattie cardiorespiratorie tra i residenti in aree economicamente più svantaggiate (SEP basso e medio basso) rispetto ai residenti in aree con SEP elevato (al netto dell’effetto della concomitante esposizione ambientale ed occupazionale).



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LE FARNETICAZIONI DI EMILIANO 

Alla presentazione dello studio, avvenuta a Bari presso l'hotel Excelsior, è intervenuto anche il presidente della regione Michele Emiliano il quale ha voluto puntualizzare la sua posizione di netta contrarietà verso qualsiasi proposta di chiusura di questi impianti inquinanti, portando avanti la sua linea della de-carbonizzazione, che più che una strategia ha i contorni di una sterile propaganda. Sappiamo benissimo tutti, compreso lui stesso, che ambientalizzare il polo petrolchimico di Brindisi è impossibile come è impossibile la conversione a gas della centrale Enel Federico II. Nonostante cio' il Presidente continua imperterrito per questa linea di totale complicità con queste multinazionali della morte. 

Alla luce di questi risultati tanto aspettati quello che possiamo augurarci è che la Magistratura prenda quanto prima coscienza della validità di tutte le denunce e gli esposti consegnati in questi anni affinchè chi ha commesso reati inizi a pagare.   

Per quanto ci riguarda, il nostro lavoro di informazione e denuncia continua senza alcuna sosta.


8 giugno 2017

IL MOSTRO. VERSI DI RABBIA E D'AMORE. PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI VINCENZO DE MARCO

La fabbrica, le polveri, l’acciaio: squarci sul lavoro quotidiano all’Ilva, che si alternano a riflessioni sulla vita, a rasserenanti immagini di evasione. Il mondo rassicurante degli affetti, la Puglia e la sua bellezza incontaminata, vista da un operaio che, suo malgrado, contribuisce a inquinarla. Tutto questo anima le poesie di Vincenzo De Marco, poeta operaio e cantore di una contraddizione esistenziale tra lavoro e vita: due elementi normalmente in simbiosi, ma che nella Taranto dei veleni finiscono col trovarsi in una tragica dicotomia. 

Vincenzo De Marco (Grottaglie, 1976). Operaio e poeta. Con Les Flâneurs Edizioni ha partecipato all’antologia di racconti Macerie, il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate del Centro Italia.

DOMENICA 11 GIUGNO 2017 ore 18.30 

presso la sede NO AL CARBONE via Antonio Cuggiò, 1 BRINDISI

6 giugno 2017

ASPETTANDO IL VENTO DEL CAMBIAMENTO

Spesso cerchiamo soluzioni improbabili, il salvatore della patria, la giusta ricetta per questa città sofferente. Anni di imposizioni "strategiche" che hanno ridotto questo splendido lembo di terra ad una pattumiera.
Tutto ha fallito.
E poi la soluzione arriva quasi spontanea, un porto ferve, la città si riempe. Le foto non bastano a descrivere la bellezza che vuole uscire con forza.
La regata Brindisi-Corfù ricorda a questa città assopita che qualcuno ha voluto spazzare la nostra storia, le nostre tradizioni di gente di mare.
Migliaia di persone si riversano in strada, provenienti da ogni angolo d'Italia e si misurano, con occhi novelli, con la bellezza di questa città.
Noi pensiamo, alla luce di questo ennesimo successo, che un passo in dietro, uno sguardo rivolto alla nostra storia e alle nostre tradizioni, ma soprattutto alla bellezza di questa terra, sia l'unica via d'uscita a questa condanna a morte, che politici e amministratori hanno voluto affibbiare a questa città, quando oltre 60 anni fa hanno inventato una vocazione inesistente, quella "industriale".
Per questo motivo e per molti altri, sosterremo sempre eventi come la Brindisi-Corfù e auguriamo buon vento ai graditi ospiti, che dopo circa 33 anni sono parte integrante di questa città che non vuole e non può mollare.

23 maggio 2017

TORNA IL VELENI TOUR, IL VIAGGIO A TAPPE IN UNA DELLE ZONE PIU' INQUINATE D' ITALIA.

PRONTI? SI PARTE!
Torna il VELENI TOUR, il viaggio a tappe in una delle aree più inquinate d'Italia.

Stamattina sul torpedone NAC saliranno i ragazzi e le ragazze del LICEO DELLE SCIENZE UMANE E LICEO LINGUISTICO "E.PALUMBO" di Brindisi e insieme a loro andremo a visitare la zona industriale brindisina per vedere e capire fino in fondo quale sia la portata dello scempio messo in atto sulla nostra terra in nome di una mai mantenuta promessa di prosperità e benessere.

Lungo il percorso del tour che tocca la maggior parte degli insediamenti più inquinanti e a rischio di incidente rilevante, apparirà subito chiara l’assoluta impossibilità di impostare il futuro del territorio continuando con un modello di sviluppo figlio della seconda rivoluzione industriale.


Quindi tutti a bordo, si parte! #velenitour2017


22 maggio 2017

ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE BRINDISI PULITA - PROTESTA CIVICA

Anche il Comitato No al Carbone aderisce alla manifestazione di protesta promossa
dall’Associazione Salute Pubblica sulla situazione igienico-sanitaria in cui versa la città ormai da troppo tempo, prevista per il 24 maggio prossimo davanti alla sede del Comune di Brindisi in piazza Matteotti. Il degrado è sotto gli occhi di tutti, è evidente l’incapacità dell’Amministrazione comunale di gestire un problema quotidiano come quello della raccolta dei rifiuti, siamo in continua emergenza con gravi problemi di salute pubblica e uno stato di cose che genera anche danni di immagine alla città per i turisti che la visitano.
 
Inaccettabile inoltre l’invio delle cartelle TARI, una delle più alte d'Italia, con un servizio assolutamente inesistente.
Si auspica un intervento urgente e lo sviluppo di soluzioni alternative ai vecchi modelli di gestione rifiuti che guardino alle esperienze virtuose di paesi vicini, senza andare lontano, come quelle di Francavilla Fontana o il comune di Melpignano. Soluzioni innovative e sostenibili, adatte alle dimensioni del nostro territorio che portino vantaggi per le comunità in termini di vivibilità, salute e sviluppo di un’economia sana.
Ricordiamo, inoltre, che con delibera del 31/5/2013, il Consiglio Comunale di Brindisi dichiarava di "aderire ed implementare la strategia rifiuti zero individuando percorsi alternativi alla combustione dei rifiuti", ma che tale impegno ad oggi non è stato nemmeno avviato.

21 maggio 2017

IL PROGETTO DI RICONVERTIRE EDIPOWER IN UN MEGA IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO ANAEROBICO E' DAVVERO UN PROGETTO GREEN?



Incontro molto interessante e partecipato quello del 19 maggio scorso, nella sede del comitato No al Carbone in Via A. Cuggiò a Brindisi, organizzato per una prima analisi e confronto sulla proposta A2A di riconversione della vecchia centrale Brindisi Nord con una nuova produzione industriale, un impianto di compostaggio anaerobico da 70.000 tonn/anno insieme ad un impianto di solare termodinamico e pale eoliche. Sono infatti molti i dubbi che emergono dal progetto presentato per una centrale ormai inattiva dal 2013 e per la quale, come per ogni impianto che abbia esaurito il suo ciclo produttivo, si prevedeva la dismissione e la bonifica del luogo.

I relatori intervenuti: l’architetto Geni Mancarella già componente del gruppo progettazione PUG Brindisi, Roberto Paladini Presidente Cooperativa InnovAction, Angelo Consoli Presidente del CETRI-TIRES e Alessandro Cannavale ricercatore e blogger de Ilfattoquotidiano. Tutti gli interventi hanno arricchito i presenti per la condivisione di informazioni tecniche, prospettive e descrizione dettagliate di realtà già consolidate, a dimostrazione che uno sviluppo ed una gestione innovativa dei rifiuti, dell'energia e del territorio sono non solo possibili, ma necessarie per un armonioso rapporto tra vivibilità, economia sana, rispetto della salute e dell'ambiente ed notevoli opportunità occupazionali.

Geni Mancarella ha focalizzato l’attenzione sulla destinazione (l’ultima ascrivibile ad un atto ufficiale) dell’area portuale attualmente occupata dall’ex centrale Brindisi Nord. Per quest’area infatti, già nel 2011, era prevista dall’allora amministrazione comunale Mennitti, una diversa destinazione rispetto al vecchio PUG (datato 1975) che prevedesse attività di retroportualità, quelle collegate agli scambi commerciali e passeggeri sul porto. Il tutto finalizzato a ricucire il rapporto tra la città e il suo mare e rinnovare il patto che tra essi esiste, considerando anche la storia e l’economia da sempre legata al porto e che hanno reso importante Brindisi nei vari periodi storici.

Roberto Paladini ha esposto nei dettagli l’esperienza del compostaggio di comunità realizzato nel Comune di Melpignano. Un impianto innovativo ed ecosostenibile in quanto utilizza il sistema aerobico abbinato alla lombricoltura. Questa soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti organici ha prodotto vantaggi economici per l’amministrazione e per i cittadini. Un ottimo compost viene utilizzato per il verde pubblico e per gli stessi cittadini che conferiscono, ma può creare ulteriori vantaggi economici con la vendita del compost stesso. L’affidamento della gestione e della raccolta dell’umido ha generato inoltre posti di lavoro. Tutti elementi che portano benefici alla comunità locale.

Angelo Consoli ha descritto come la Terza Rivoluzione Industriale parta da concetti completamente differenti rispetto ai quali ci hanno finora abituato. Qualsiasi impianto di grosse dimensioni non è più attuale, come già ribadito a livello europeo dal 2007. Qui si continua invece a fare del rifiuto un business per pochi, approfittando delle situazioni di necessità di smaltimento delle singole amministrazioni, creando grossi impianti per profitti privati. Seguendo i principi dell’Economia circolare il “rifiuto” non è più un problema ma una risorsa, in quanto prima di divenire “rifiuto” ogni oggetto può essere riusato, poi riciclato e solo in ultima ipotesi trasformarsi in rifiuto. Gli esempi illustrati sono di Paesi in cui con le banche del riuso ogni cittadino può conferire un qualsiasi oggetto che può ritornare ad essere utile per altri. Ciò con gli ovvi vantaggi economici per la collettività, per la riduzione dei rifiuti e, anche in questo caso creando un sistema virtuoso che genera anche posti di lavoro.

Alessandro Cannavale ha illustrato le enormi potenzialità dell'energia distribuita, delle smart grid e delle nuove tecnologie per la produzione ed autoconsumo di energia, nonché di quelle relative al risparmio energetico come ad esempio i materiali cromogenici e smart windows per arrivare alle case “Zero Energy”. Tutto ciò è già fattibile con il know-how che possiede oggi la Puglia. Questo a conferma di quanto i mega impianti rappresentino già il passato, sia in termini di produzione, sia per le grandi dispersioni in rete.

Dopo gli interventi c'è stato un bel confronto con singoli cittadini, rappresentanti di associazioni ed alcuni consiglieri comunali e regionali.

Nonostante si tratti di un progetto descritto in poche pagine, intendiamo esprimere in sintesi le motivazioni per cui riteniamo che si debba respingere la proposta A2A:

11)    In una zona in cui studi scientifici inerenti le emissioni dei tre impianti termoelettrici in termini di PM10 evidenziano un eccesso di sostanze che provoca da 4 a 44 morti l’anno, come si può pensare ad un aumento così importante di traffico stradale per il trasporto della frazione organica da tutta la provincia ed oltre?

22)    La bozza di progetto introduce la possibilità di reimmettere in rete il biogas prodotto. Per poter essere immesso in rete il biogas deve subire trattamenti di desolforazione, deumidificazione, eliminazione dei composti organici volatili e delle polveri, rimozione dell'anidride carbonica. Questo processo avviene con l'ausilio di sostanze chimiche, produce rifiuti tossici che necessitano di discariche speciali e residui di acque derivanti dal trattamento che risulteranno anch'esse contaminate. Così come esiste la possibilità che lo stesso non sia accettato dal gestore della rete gas perché non adeguatamente puro. Inoltre parte di questo gas andrebbe a supportare con la sua combustione il solare termo-dinamico, quindi nuove emissioni in atmosfera a poche centinaia di metri dalla città.

33)    A2A parla di COMPOST prodotto di ottima qualità. Questo processo anaerobico non produce compost ma un DIGESTATO che è a tutti gli effetti un rifiuto. La digestione anaerobica produce percolato, codice CER 19.06.05, che in parte viene riciclato sulla massa in digestione aumentando così il contenuto di sodio, cloruri, ferro, metalli pesanti nel prodotto finale.

44)    In un'area ad alto rischio di incidente rilevante un impianto del genere rappresenta un ulteriore pericolo per la comunità. In Italia tra il 2013 e il 2014 si contano più di 10 incidenti nei soli digestori anaerobici, con esplosioni o sversamenti di digestato nelle aree circostanti, nei fiumi o nel mare.

55)    Infine, come abbiamo più volte ribadito, l'area in questione dovrebbe prima di tutto essere bonificata con la relativa dismissione di tutti i gruppi, e poi restituita alla sua naturale funzione, che è quella portuale. Una maniera questa per raggiungere tre obiettivi, ovvero un recupero ambientale, un armonico sviluppo portuale con il riutilizzo degli attracchi esistenti con funzioni commerciali che eviterebbe la cementificazione della spiaggia di Santa Apollinare e l'eliminazione di un forte impatto paesaggistico dovuto alla imponente presenza della vecchia centrale (oggi visibile da ogni angolo della città che guarda il mare).

Accanto a tutti questi dubbi ricordiamo come questi mega impianti siano ad alto tasso di capitali investiti e basso tasso occupazionale, oltre al grave impatto generato sul territorio. Tutto questo Brindisi non se lo può più permettere. Più volte abbiamo visto soluzioni calate dall'alto che hanno prodotto troppi danni a questo territorio. Più volte abbiamo visto vocazioni del nostro territorio violate da altri che non lo vivono, dal polo petrolchimico al polo energetico con il carbone e ora porto hub dei rifiuti. NO, è ora di voltare pagina.


17 maggio 2017

VENERDI' 19 - INCONTRO INFORMATIVO: “PROGETTO A2A: ALTERNATIVA GREEN O VECCHI SCENARI?"


Valutare l’impatto di un mega impianto di compostaggio anaerobico, discutere con esperti del settore sulle tecnologie proposte da A2A, proporre una visione alternativa sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, valutare ipotesi alternative di valorizzazione della porzione di territorio su cui insiste la centrale ex Edipower.
In questa prospettiva, venerdì 19 maggio 2017 alle ore 18.30, presso la sede NO al Carbone in Via Antonio Cuggiò 1 a Brindisi, abbiamo promosso un incontro con alcuni esperti per affrontare insieme un tema “caldo” come quello del futuro della centrale ex Edipower.

L’evento è rivolto alle istituzioni, cittadini, movimenti che hanno interesse ad approfondire aspetti di una nuova proposta industriale e discutere di alternative e nuove strade da percorrere.
L’incontro formativo rappresenta l’occasione per aprire un confronto su questi temi in maniera costruttiva e partecipata che porti a beneficiare l’intera comunità e non solo i profitti di vecchie e nuove multinazionali.

Intervengono in qualità di Relatori:

Angelo Consoli – Presidente del CETRI-TIRES
Geni Mancarella – Arch. già componente del gruppo progettazione PUG Brindisi
Alessandro Cannavale – Ricercatore blogger del Ilfattoquotidiano.it
Roberto Paladini – Presidente Cooperativa InnovAction
Valentina Avvantaggiato – Vice Sindaco del Comune di Melpignano (LE)

2 aprile 2017

I SIGNORI DEL SI' AL GASDOTTO SI LEGGANO IL CODICE DI DIRITTO AMBIENTALE.

Fino a quando avremo politici che non riescono a capire che il futuro è in un cambio di paradigma ci ritroveremo sempre amministratori che parlano di cambio di approdo. Amministratori che non riescono a capire che la ragione primaria di un No al gasdotto è nella critica e nel rigetto di un vecchio modello industriale che ha totalmente fallito dal punto di vista economico ed occupazionale, un modello basato sui grandi impianti e sulle fonti fossili che ha creato gravi crisi dal punto di vista ambientale e sanitario, l’impoverimento culturale e l’aumento della criminalità.

9 marzo 2017

A TORCHIAROLO LA PRESENTAZIONE DEL I° CENSIMENTO SOCIO SANITARIO.

SABATO 11 MARZO  alle ore 18 presso la Sala consiliare "Valesio" del comune di Torchiarolo verrà presentato ufficialmente il I° CENSIMENTO SOCIO SANITARIO rivolto  a tutti gli over 60 residenti nel comune di Torchiarolo.
La presente iniziativa nasce come progetto promosso da Pubblica Assistenza Salento, con il patrocinio della Provincia di Brindisi e del Comune di Torchiarolo.
 
Nel corso della serata interverranno il Dott. Maurizio Portaluri - Salute Pubblica  (Primario di Radioterapia all’Ospedale ”Di Summa - Perrino” – Brindisi); il Dott. Luigi Scopece - Medico di famiglia e Direttore Sanitario di Pubblica Assistenza Salento; la  Dott.ssa Chiara Tondo - Sociologa.

Grazie al lavoro volontario di professionisti del settore e all'adesione all'iniziativa della comunità Torchiarolese sarà possibile produrre uno studio socio-sanitario che costituirà una fonte di riferimento essenziale per la programmazione di politiche sanitarie e assistenziali mirate a livello comunale. 
  
L’obiettivo è fornire agli Enti (Comunale - Provinciale - Regionale) uno studio statistico di 
analisi distributiva e comparativa sulla situazione socio-sanitaria dichiarata dalla popolazione
residente nel territorio comunale di Torchiarolo.
 
L'iniziativa rappresenta di per sé un formidabile esempio di autovalutazione collettiva e,  contemporaneamente, di campagna sanitaria per la prevenzione di malattie croniche.


info



cell. 3296737524

11 febbraio 2017

LA DECARBONIZZAZIONE SI FA CON LA DISMISSIONE

Il riesame dell'AIA per la centrale a carbone di Brindisi ha finalmente riportato al centro dell’attenzione l’irrisolto problema ambientale legato alla presenza di mega-impianti sul nostro territorio.
La sindaca, appena ritirate le sue dimissioni, ha annunciato la sua presenza alla Conferenza dei servizi presso il Ministero dell'Ambiente senza comunicare ai cittadini quale sarebbe stato il suo voto o le eventuali richieste. Pur riconoscendo la novità di un NO del Comune che finalmente giunge a Roma su decisioni legate al funzionamento di una centrale altamente impattante come quella di Cerano, appare assolutamente scorretta e ingiustificabile la mancanza di confronto sulla tematica in sede di Consiglio Comunale e ancor più con le rappresentanze dei cittadini che da anni lottano per la tutela dell'ambiente e della salute. 

2 febbraio 2017

PROCESSO ENEL : LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI CONDANNA

Enel Brindisi, motivazioni della sentenza di condanna: “Inerzia della società davanti a fatti di non comune gravità”

Nel provvedimento che dispone il risarcimento di 58 agricoltori che hanno subito l'inquinamento dei loro campi, il giudice ha sottolineato che i dirigenti dell'azienda erano pienamente consapevoli di danneggiare l’uva, i carciofi e le angurie coltivati vicino alla centrale di Cerano ma nonostante questo hanno continuato “deliberatamente” ad usare carbone senza prendere le necessarie precauzioni.

leggi l'articolo completo QUI

7 gennaio 2017

TAP-BRINDISI E IL FORMAT DELLA MERCIFICAZIONE.

Nei giorni che hanno preceduto l’Epifania sui social è comparsa una campagna pubblicitaria diffusa da TAP che in maniera faziosa e lisciando il pelo all’altrettanto fazioso, quanto fantomatico, “processo ideologico della decarbonizzazione” di Michele Emiliano, recitava: “Quest’anno niente carbone. Noi scegliamo il gas”. Con tanto di immagine di auguri raffigurante la Befana su una scopa volante.
Sorvoliamo sulla falsità di questo tipo di messaggio anche perché a smentirlo, immediatamente dopo la sua pubblicazione, sono stati i numerosi commenti degli stessi utenti Facebook: attivisti No Tap e semplici cittadini ormai non più disposti ad accettare qualsiasi propaganda sulla loro pelle. Becero marketing quindi, niente di particolarmente preoccupante, classica strategia di comunicazione messa in campo da chi ha enormi interessi in denaro affinché il gas arrivi sul nostro territorio, costi quel che costi, anche in termini di democrazia, libertà e vite umane.
Fatto grave dunque non è tanto un banner di propaganda diffuso in occasione della Befana bensì una lettera aperta, pubblicata nel giorno della vigilia, scritta dal cittadino di Brindisi, Prof. Francesco Magno e indirizzata al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
 

A preoccuparci non è tanto il firmatario della lettera ma piuttosto i suoi contenuti, quel ragionamento che ne viene fuori e che sublima in sé tutta la scelleratezza di quel pensare “politico” che legittima tutte le porcherie industriali con cui conviviamo.
Una nefanda strategia politica che si dimostra inizialmente dura nei confronti delle aziende che fanno affari sulla nostra pelle ma poi ritratta, si svende e mette in atto un pericoloso teorema per cui "ormai siamo una terra di servizi", non molto lontano dal concetto di Emiliano secondo cui “meglio l’approdo a Brindisi tanto è già strainquinata”.
Dunque “appare del tutto razionale ipotizzare”, si dice nella lettera, un approdo brindisino magari chiedendo qualcosa in cambio, un palazzetto dello sport, una trentina di posti lavoro a tempo determinato o addirittura e ancora più grave, la bonifica dei terreni intorno al nastro, come se quest’opera di bonifica fosse merce di scambio e non un naturale dovere per chi ha inquinato a pagare i danni.
 

Insomma, ancora una volta sta per ripetersi il format collaudato della mercificazione della nostra terra. O perlomeno lo si auspica in questa lettera.
E sembra di tornare indietro agli anni '80 quando ad uno ad uno, partiti politici e sindacati si arresero e di fatto diventarono complici dell'insediamento della centrale Enel di Cerano.
Fino a quando il “pensare politico” sarà misurabile in questi termini, fino a quando resteremo servili e succubi (e complici) di queste aziende e dei loro interessi senza capire qual è il giusto valore della nostra terra, saremo sempre un popolo in vendita.