20 agosto 2014

INACCETTABILI E DIFFAMATORIE LE PAROLE DEL DIRETTORE DI CONFINDUSTRIA GUARINI.

Leggendo alcune delle dichiarazioni, riportate dal Quotidiano di oggi e rilasciate dal Direttore di Confindustria - Brindisi, Angelo Guarini, la prima cosa da sottolineare è la totale mancanza di onestà intellettuale.
Quella che offre  è una contorta, quanto inverosimile, rappresentazione della realtà, in cui con assurde mistificazioni, individua come colpevole assoluto dello stato economico in cui versano città e territorio, l’ingerenza degli ambientalisti.
La motivazione che adduce per dar forza alla sua tesi è grottesca, in quanto, a suo dire, gli ambientalisti avrebbero sovrastimando il danno ambientale, innescato un domino catastrofico a danno dell'intera comunità.
La prostituzione intellettuale dimostrata dal Direttore che, ricoprendo questa carica stupido non può essere, si riscontra nell’omissione delle vere motivazioni che hanno afflitto, depresso, distrutto e ammalato il territorio.
 

Il petrolchimico ha rappresentato, per il settore industriale, il grimaldello per insinuarsi in un territorio, attraverso il miraggio del lavoro sicuro ma celando il prezzo da pagare, che oggi, si palesa agli occhi di tutti nella sua inquietante drammaticità.
Al netto di tutte le opinioni, la realtà presenta il conto di una scellerata politica che per sessant’anni ha voluto snaturare l’unica ovvia ed incontrovertibile vocazione del territorio, a vantaggio di un’altra, che non appartenendole, è risultata un fallimento su tutta la linea tranne che per chi si è spartito i lauti profitti, sporchi anche del sangue di molti, troppi brindisini.
Per questo, per la disoccupazione incontrollata, per l’ormai palese non ricaduta economica sul territorio se non con il segno meno, non sono accettabili ne tollerabili certi tipi di accuse che il direttore rivolge a quella parte sana della città che non si è voluta piegare e gli urla in faccia ogni volta che può la verità.
Brindisi ha dato, le discussioni possono ritenersi valide se si inizia a parlare e pianificare una exit strategy di tutte le industrie dei veleni  con conseguente bonifica dei territori. 

Queste le priorità per Brindisi, questa la strada per un futuro diverso, perché il presente ci palesa ogni giorno il fallimento di questo modello di sviluppo, insistendo sul quale non si farebbe altro che infierire su di un territorio ed una popolazione già lungamente martoriata.
Questo l'ennesimo atto d'arroganza e di disinformazione che siamo costretti a subire. Diffamanti affermazioni, prive di un senso logico con il solo fine di screditare chi ha in mente un modello di sviluppo differente, più equo, sostenibile e che garantirebbe sicuramente, nel tempo, benessere diffuso restituendo nel contempo dignità ad un intera comunità.

1 commento:

  1. quartulli francesco22 agosto 2014 07:37

    Di tutto il comizio che ha scritto condivido che negli anni '50 la politica optò per l'industria anzichè per il turismo. Ma è una mia e sua opinione. La scoperta del moplen e il nobel a Rubbia inducevano in tentazione.
    Guarini non è certo responsabile di quelle scelte e nemmeno può dire: "Industrie, tutte a casa!"
    Ad ogni modo il signore con la "totale mancanza di onesta intellettuale" ha detto di essere Angelo Guarini. E lei, admin, chi è?

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