30 gennaio 2012

RESTINCO (lontano dagli occhi)

Brindisi Restinco dove da ragazzini facevamo le nostre prime escursioni nella natura, superando il traffico e il frastuono della città per assaporare il profumo e la serenità dell'incontaminato. Lì dove per arrivarci dovevamo attendere l'estate cocente, dalle lunghe giornate e ci sembrava di essere in un paradiso, accompagnato dalla musica della natura e dalla bellezza di un lago nascosto, il Cillarese, abitato da uccelli che in città non avremmo mai visto. Ora lì vi SORGE UNA DELLE PIU' ESTESE PIANTAGIONI DI PANNELLI SOLARI, che hanno sostituito quelle dei pomodori, tipici della nostra terra di Puglia, che un tempo animavano il paesaggio con le diverse tonalità di rosso e di verde, ettari di terra. Ma cosa mangeremo un giorno sulle nostre tavole? Dove andranno a vivere le Garzette, sfrattate da ruspe e trivelle? E' possibile che le amministrazioni locali possano permettere tale scempio nei pressi della riserva del Cillarese? Come mai non ci sono state limitazioni per questo fotovoltaico che produce molto di più dei limiti previsti dalla legge? Come mai per fare tutto questo la gente ha lavorato anche di notte, giungendo da ogni parte, persino dall'est europeo? Perché tanta fretta?
Vorrei tanto che qualcuno rispondesse.

29 gennaio 2012

L’ILVA INQUINA: LE CONCLUSIONI DEI PERITI CHIMICI

http://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com

Taranto, 28 gennaio 2012: il verdetto inequivocabile dei periti chimici della procura. L’Ilva inquina e rappresenta un pericolo, non solo a causa delle diossine. Ed ora la difesa Ilva.
Taranto, 3 Dicembre 2010: inizia l’incidente probatorio , con il sopralluogo nello stabilimento dell’ILVA, per accertare se le emissioni del siderurgico più grande d’Europa siano nocive alla salute della popolazione; dopo più di un anno di indagini,  i primi risultati vedono luce nelle conclusioni da parte dei periti chimici, che mostrano il “quadro clinico” della situazione, da qui si evince la pericolosità delle emissioni, analizzando  i dati delle rilevazioni, che verranno incrociati con quelli della popolazione per stabilire il nesso tra le emissioni e vari tipi di patologie.

Dunque è scientificamente evidente che il principio di precauzione debba essere applicato in via definitiva, per risolvere completamente il problema.
Il 17 febbraio, alle ore 12.00, ci sarà la prima udienza del processo, mentre  i periti epidemiologi hanno chiesto una proroga (di un mese) per completare il loro operato attraverso un’indagine specifica sulla popolazione.
La Dott.ssa Daniela Spera, responsabile del comitato Legamjonici, ringrazia l’avvocato Maria Teresa Mercinelli, per averle dato l’opportunità di seguire, come Consulente Tecnico di Parte per conto di un allevatore, le fasi piu’ delicate dell’incidente probatorio. Un ringraziamento speciale va a Vincenzo Fornaro per la sua assidua presenza e la sua grande umanità.
La Dott.ssa Spera ringrazia, inoltre, Alessandro Marescotti, di Peacelink che con il suo prezioso lavoro di informazione e divulgazione ha fatto emergere la terribile verità della contaminazione da diossine e PCB ed ha sostenuto concretamente la famiglia Fornaro.
  
Relazione conclusiva dei periti chimici. Pdf    DOWNLOAD  

28 gennaio 2012

Dopo la Chimica e il Carbone arriva un’altra fregatura: bruciare Spazzatura

In questi giorni, in città, si è diffusa la notizia che la Centrale Edipower di Costa Morena non ha rinnovato le commesse per la fornitura di Carbone e, pertanto, se ne è paventata una sua prossima chiusura. Ciò avviene in concomitanza con il passaggio della proprietà al gruppo A2A. Una società i cui azionisti di controllo sono il Comune di Milano e il Comune di Brescia, e, che opera nel settore Energia, Gas, Rifiuti ed Acqua.



Il capo degli industriali locali: Marinò, ha colto la palla al balzo per lanciare l’idea di una conversione della Centrale a Carbone in Inceneritore con recupero energetico (Termovalorizzatore),  di rifiuti sia pure trattati (CDR). Anzi, ha fatto di più proponendo di bruciare in questo “futuro” impianto, oltre ai rifiuti nostri anche quelli di Napoli che oggi vengono trasportati ad Amsterdam.
Crediamo, aldilà della smentita ufficiale: “voleva essere una provocazione”,  che egli si sia fatto invece un calcolo logico. Poiché un inceneritore per essere economicamente sostenibile deve bruciare a regime 200 mila tonnellate di rifiuti, nel caso di Brindisi, dopo aver bruciato le 40 mila circa  prodotte in città si passerebbe a bruciare i rifiuti degli altri con gran guadagno economico di chi gestirà questo lucroso business.

Quindi tutto bene!! E invece NO.

Purtroppo, si sottace che nel processo di combustione vengono prodotti: gas, diossine, metalli pesanti e polveri sottili altamente dannosi per l’uomo perchè inquinano aria, acqua, terreni.
Studi epidemiologici, anche recentissimi, condotti in Paesi sviluppati e basati su campioni di popolazione molto vasti, evidenziano una correlazione forte tra patologie tumorali (sarcoma) e l’esposizione a diossine derivanti da inceneritori e attività industriali.
Non a caso, in Italia, nell’art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie, gli Inceneritori sono classificati come fabbriche insalubri di prima classe e come tali “Debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni” (D.M. 5/9/94 –Elenco delle industrie insalubri;  R.D. 1265/1934 Testo unico delle leggi sanitarie).

Su questa vicenda invitiamo, pertanto, la classe politica e i cittadini ad esprimersi sullo sviluppo che vogliamo, per  evitare che la città Brindisi diventi  “La pattumiera d’Italia” e non solo metaforicamente, con tutto quello che ciò comporta in termini di morti e malattie (non dimentichiamo che nel nostro territorio esistono già una Mega-Centrale a Carbone a Cerano e un importante Polo Chimico, entrambi con grossi problemi di inquinamento ambientale).

Pensiamo, quindi, che la chiusura dell’impianto a Costa Morena con l’avviamento dei lavori di smantellamento e bonifica del sito, debbano diventare occasione di lavoro per molti anni, anche per quelle maestranze che ci lavorano dentro e, al termine dei quali si potrà restituire Costa Morena al Porto di Brindisi finalmente disponibile per lo sviluppo di attività portuali oggi impedite.

Riteniamo, infine, che le Autorità amministrative debbano porre maggiore attenzione al ciclo dei rifiuti, che deve essere basato su una strategia Rifiuti Zero, impostata su una comunicazione capillare fatta casa per casa, ove possibile anche con incentivi economici, per convincere i cittadini a fare la Raccolta differenziata, con realizzazione di impianti di compostaggio per la frazione umida-organica e riciclo e riuso di materiali quali il vetro, la plastica, la carta e cartone. Tale gestione del ciclo dei rifiuti rappresenta una opportunità di sviluppo e lavoro per la nostra città.

26 gennaio 2012

La Valle resiste, la Valle non si ferma.

Il movimento No al carbone di Brindisi, in merito agli arresti compiuti questa mattina in Val di Susa, esprime la più profonda disapprovazione verso questa ennesima prova di forza compiuta dallo Stato, ai danni di una popolazione che cerca solo di difendere la propria valle.

Un vera e propria repressione poliziesca, sostenuta da una ben mirata azione mediatica,  che ha come unico scopo quello di piegare e intimidire l'intero movimento No Tav.

Noi che viviamo a Brindisi, in un territorio che da decenni è stuprato dal potere politico ed economico, non possiamo che esprimere solidarietà verso gli attivisti arrestati e dare pieno sostegno al popolo della Valle.  Il movimento No al carbone appoggierà non solo virtualmente, attraverso la comunicazione e l'informazione in rete, ma anche partecipando fianco a fianco nelle manifestazioni o, come già è successo nell'ottobre scorso, dando ospitalità al movimento No Tav e collaborando a iniziative d' informazione pubblica.
Perchè la Tav,  altro non è che una grande opera pubblica inutile, buona soltanto ad ingrossare le casse della mafia e dei partiti.
La valle resiste, la valle non si ferma.
 

17 gennaio 2012

Lettera aperta al sindaco di Taranto: ma lei è davvero in buona fede?

Signor Sindaco ma lei è  davvero in buona fede?

Le poniamo questa domanda dopo aver ascoltato la trasmissione di Radio1 non tanto per le inesattezze che ha riportato quanto per aver nascosto quella parte di Verità che avrebbe cambiato totalmente lo scenario delle sue dichiarazioni, atte a crearsi un’immagine di paladino dell’ambiente e della salute che  le sta lentamente scivolando sotto le scarpe.

Sono mesi che il “Comitato Donne per Taranto” le sta indirizzando lettere per avere risposte  riguardo all’ordinanza del Quartiere Tamburi e che stiamo affermando, con dati alla mano, che le sue dichiarazioni sono fuorvianti e dal nostro modesto punto di vista “pericolose” per la salute dei bambini; ma ciò che ci lascia allibite è la sua capacità di continuare su questa linea. E allora ci chiediamo se davvero lei sia in buona fede!

La sua laurea in medicina (con tesi annessa) è davvero un valore aggiunto o solo il suo coniglio nel cilindro da tirar fuori da abile prestigiatore, nei momenti in cui mancano le argomentazioni ed è necessario stupire in qualche modo il pubblico? E sì signor sindaco perché un medico dovrebbe sapere che la concentrazione di sostanze nel terreno come quelle ritrovate sono pericolose per la salute, in modo particolare quella dei bambini e un medico non può, non deve, dire il contrario.

Ma andiamo per ordine.
Anzitutto lei continua a parlare di “Ordinanza del Berillio”.

Le vogliamo ricordare, per l’ennesima volta, che dalla relazione tecnica descrittiva dei suoli redatta a giugno 2010, si evidenzia che il suolo profondo è contaminato non solo da Berillio (come lei imperterrito continua a dichiarare), ma anche da Antimonio, Idrocarburi, Arsenico, Cromo, Nichel, Cobalto, e il suolo superficiale (per intenderci quello che i bambini toccano, ingeriscono, respirano..) oltre che da Berillio (che a quanto pare a lei piace molto) anche da Piombo, Antimonio, Zinco, PCB, Idrocarburi, tutti con valori che vanno ben oltre quelli tabellari previsti dal D.lgs 152/06, tanto da configurarsi come rischio sanitario non accettabile.

Non dimentichi che l’analisi di rischio parlava di rischio tossico non accettabile anche per il Piombo, dato che l’Arpa  non ha mai contestato e che quindi va ritenuto fuori da ogni contestazione.

Il Piombo, come lei medico dovrebbe sapere, è un elemento che può causare numerosi effetti indesiderati, come anemia, danni ai reni, danni al sistema nervoso, danni cerebrali, diminuzione della capacità di apprendimento, disturbi comportamentali nei bambini, come aggressività, comportamento impulsivo ed iperattività, oltre a poter entrare nel feto attraverso la placenta della madre e causare serio danneggiamento del sistema nervoso e del cervello nei bambini non nati.

Ma lei che è un medico, tutte queste cose le sa, ed è per questo che  le poniamo la domanda: “ma lei è davvero in buona fede?” 

Il fatto che si ostini a parlare SOLO di Berillio, con fare da prestigiatore, dimenticando o meglio volendo far dimenticare che ci sono altre sostanze PERICOLOSE per la salute dei bambini, come la vede? Si dia da solo la risposta perché noi ce la siamo già data.

Inoltre lei continua ancora ad affermare che le istituzioni hanno dichiarato che non c’è pericolosità per quei terreni ma lei sa benissimo che questa non è la Verità o per lo meno non è TUTTA la Verità!

Le Istituzioni avevano chiesto che le analisi fossero ripetute, cosa che a distanza di oltre un anno e mezzo NON ci risulta sia stato fatto.
Vorremmo  ricordarle quanto veniva dichiarato da Arpa Puglia ad agosto 2010 con documento indirizzato a Regione Puglia, Comune e Provincia: “è necessario verificare la correttezza dei dati, ripetendo le analisi…” e ancora: “nel caso  in cui la ripetizione delle prove analitiche dovesse confermare il dato, bisognerebbe effettuare una serie di campioni nel suolo superficiale all’intorno dei due hot spot al fine di circoscrivere il plume di contaminazione, sia orizzontalmente che verticalmente e intervenire con misure di messa in sicurezza di emergenza nell’area interessata dalla contaminazione”.

Lo stesso  Istituto Superiore di Sanità in data 7/09/2010 dichiarava: “per quanto riguarda i superamenti dei valori di PCB, si concorda pienamente sulla ripetizione delle analisi nei punti contaminati” e ancora: “si suggerisce di effettuare uno studio per la determinazione dei valori di fondo per il parametro Berillio in zone non impattate dalle attività industriali di Taranto…”

Allora Signor Sindaco la domanda iniziale ha un senso perché davvero non capiamo se a lei queste cose sfuggono o se, pur conoscendole, preferisce non prenderle in considerazione.

Ci chiediamo con quale coraggio lei continua a dire che “è tutto a posto” che non ci sono problemi” quando, invece, le ripetizioni delle analisi non sono state effettuate?
Quando, nonostante tutto, quei terreni non sono stati MAI messi in sicurezza?

Lei sa benissimo che sta omettendo una parte di Verità che cambierebbe il senso delle sue dichiarazioni!
n tutto questo tempo di “attese”, lei è così sicuro che tutti i bambini entrati in contatto con quel terreno non siano stati contaminati da queste sostanze e non possano essere potenziali “malati”?
E’ così convinto che la sua opera di minimizzazione (e non solo la sua) e la mancanza di verità e di coraggio nel prendere decisioni, coerenti anzitutto con la sua professione (che sbandiera in ogni dove) e poi con il suo ruolo di tutore della salute pubblica,  non abbiano contribuito a rendere i figli di quel Quartiere, per esempio affetti da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD)? Una delle tante malattie per cui è stata accertata la relazione con la contaminazione da Piombo.
E’ questo è solo uno dei tanti scenari di patologie possibili per quei bambini!

Tutto ciò signor Sindaco la lascia davvero dormire tranquillo mentre continua la sua scalata per le prossime elezioni?
E allora ci risponda: lei è davvero in buona fede?

Se a questo punto come dichiara quell’ordinanza “è stata vana” e quindi non ha più motivo di esistere, perché non ha il coraggio di ritirarla?
Non le sembra anche questo un atteggiamento alquanto privo di ogni logica?

La nostra domanda iniziale assume poi un sapore ancor più amaro in riferimento alla sua ultima affermazione, quando cioè dichiara “stiamo lavorando per spostare le scuole o le residenze così come spostare quelle persone che abitano proprio in vicinanza della grande Industria!”

Ma se per un attimo ascoltasse le sue dichiarazione come semplice cittadino, non si renderebbe conto da solo che stridono parecchio?
Non si accorgerebbe da solo che c’è una sorta di ambiguità e di controsenso?

Nell’arco di 5 minuti lei afferma che “non c’è pericolo” che “la grande industria non inquina più” ma, contemporaneamente, che è necessario spostare gli abitanti prossimi alla grande Industria.

                                                                  Paradossale,  non le sembra?!!

Questo è tutto ciò che è capace di mettere in atto?
La deportazione di una fetta di cittadinanza che si sta vedendo negare diritti fondamentali quali la Salute, la Vita e ora anche la LIBERTA’?!

No, signor Sindaco noi non ci stiamo (e siamo in tanti a non “starci”!): se “qualcuno” si deve spostare o meglio deve “sloggiare” (deve CHIUDERE!)  non sono certo gli abitanti dei Tamburi;
e se a lei questa lettera non è andata giù, sappia che è solo un antipasto perché ad ogni affermazione lontana dalla Verità, da oggi in poi, ci troverà sempre pronti a chiederle: ma lei è davvero in buona fede?”

Balestra Rosella per il Comitato Donne per Taranto;
D’Andria Paola per Ail Taranto

16 gennaio 2012

Tutte le foto della campagna.

Le chiamano “mamme Nac”, e sono le donne che sperano di restituire un futuro migliore, e pulito, ai propri figli. La sigla sta per “Mamme No al carbone” immortalate insieme ai bimbi nella campagna informativa “Io ci metto la faccia” lanciata dagli ambientalisti brindisini in lotta per chiedere uno studio epidemiologico sulle malformazioni neonatali, che a Brindisi supera del 18 per cento il dato europeo. La percentuale indicata è il risultato di uno studio condotto dai ricercatori del Cnr di Lecce e di Pisa presso il reparto di Neonatologia dell'ospedale Perrino e della Asl di Brindisi. Studi secondo i quali su 7.644 neonati venuti al mondo negli anni fra il 2001 e il 2009, 176 sono affetti da patologie: tradotto vuol dire il 18 per cento di malformazioni congenite in più al resto del continente, tasso che raggiunge la soglia vertiginosa del 67 per cento in più rispetto alla media europea per le malattie cardiovascolari. Sulla base di questi risultati gli ambientalisti hanno chiesto agli enti locali la messa a punto di una ricerca epidemiologica, a sostegno della quale è stata avviata una petizione popolare che ad oggi ha raggiunto la soglia di 6mila firme. Dopo aver sottoscritto la petizione le mamme Nac, che hanno eletto a simbolo della lotta l’ormai celebre “passeggino rosso”, hanno deciso di metterci la faccia e quella dei propri bambini, su manifesti virtuali lanciati in rete grazie al progetto grafico di Gianni Delle Gemme e Mosè Ferrari. Nei venticinque scatti, nati da un’idea di Ornella Tarullo, ci hanno messo la faccia anche i papà.  
(tratto da un articolo pubblicato su Repubblica.it di SONIA GIOIA)