18 maggio 2011

Porto Tolle....un po' di storia.

La centrale termoelettrica Enel situata a Porto Tolle - una delle più grandi d’Europa e nel cuore di una delle aree naturali più importanti delicate quali il Delta del Po - ancor prima del progetto di conversione a carbone è già stata oggetto di condanne penali per gravi episodi di inquinamento attraverso due processi in cui i vertici amministrativi e tecnici dell’Enel sono stati condannati per violazione della normativa in tema di tutela delle risorse idriche e per danno ambientale.
Si tratta di una vicenda grave, poco chiara, in cui ancora una volta a prevalere erano stati gli interessi leciti ma privati di un’azienda l’Enel - che peraltro non ha neanche più il monopolio in Italia sulle questioni energetiche – a grave danno dei ben più rilevanti interessi pubblici – salute, ambiente, scelte energetiche oculate - che dovrebbero essere tutelate dal Governo ad iniziare dal Ministro dell’Ambiente. Neanche la crisi economica (accompagnata dal solito ricatto occupazionale per i dipendenti della centrale) può giustificare una scelta così miope. Ed ancora una volta, solo grazie alla mobilitazione di associazioni ambientaliste (unite ai cittadini ed agli imprenditori locali) si è riusciti a bloccare un progetto nefasto per ambiente, salute ed economia.
I 4 punti ‘dolenti’ della vicenda Porto Tolle secondo il WWF:

- UNA CENTRALE ‘SOTTO OSSERVAZIONE DELLA PROCURA’ - La Procura di Rovigo ha avviato nuove indagini anche sul progetto di riconversione e ha disposto una consulenza-perizia, inviata nel giugno 2008 dalla Procura al Ministero dell’Ambiente. La perizia ha evidenziato numerose e gravi carenze nel progetto in ordine agli impatti ambientali (aria, acque, rifiuti, biodiversità per le ricadute negative sull’area naturale e Parco delta del Po). Il documento critica aspramente la scelta dell’Enel per il carbone, giustificata perché il carbone è “economicamente competitivo” rispetto ad altre scelte possibili (ad esempio al gas-ciclo combinato).

- VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE INEVITABILE: Le perizie della Procura sono così dettagliate e articolate, ed evidenziano tali contraddizioni e lacune da far ritenere sorprendente che la Commissione VIA presso il Ministero dell’Ambiente potesse sostenere argomenti contrari, vista l’evidente incompatibilità ambientale del progetto.

- RISCHIO VIOLAZIONE NORME UE: Il Governo inoltre ben conosceva i problemi che potrebbero sorgere con l’Unione Europea, che potrebbe pronunciarsi se il progetto dovesse essere andare avanti, poiché molte aree del Delta del Po sono vincolate da direttive comunitarie.

- IL CARBONE PULITO NON ESISTE: Il WWF, che segue da anni le vicende processuali e amministrative della centrale Enel di Porto Tolle, ritiene che la riconversione di Porto Tolle a carbone sia del tutto sbagliata perché questo è tra i combustibili fossili quello che presenta le maggiori emissioni di anidride carbonica, il gas ad effetto serra maggiormente responsabile del riscaldamento climatico globale. Occorre infatti rammentare che anche avvalendosi delle migliori tecnologie gli impianti a carbone hanno emissioni più che doppie rispetto a quelle di un ciclo combinato a gas: all’atto pratico per ogni kWh di energia elettrica prodotta da carbone si emettono oltre 770 gCO2 contro i 365 di un ciclo combinato a gas. Il nostro Paese che già sta andando in direzione opposta rispetto al Protocollo di Kyoto e ai nuovi impegni di riduzione delle emissioni (di almeno il 20% entro il 2020) farebbe meglio a investire in efficienza e fonti rinnovabili di energia che non solo ci permetterebbero di affrancarci dalla dipendenza energetica, ma permetterebbero un rilancio dell’economia in chiave sicuramente più sostenibile rispetto al puntare su combustibili fossili e nucleare.
Peraltro tutte le performance ambientali di una centrale a carbone sono estremamente più negative: dalle emissioni di sostanze inquinanti (ossidi di zolfo, ossidi d’azoto, polveri fini, mercurio, arsenico, ecc.), consumi di acqua e materie prime, produzione di rifiuti, ecc., a dimostrazione che il carbone pulito non esiste.
(da comunicato stampa WWF)
17 maggio 2011

17 maggio 2011

Porto Tolle, Prestigiacomo bocciata

(fonte:  gualerzi.blogautore.repubblica.it)

Si allontana la possibilità che la vecchia centrale Enel di Porto Tolle (Rovigo) venga riconvertita a carbone. Il Consiglio di Stato ha annullato infatti oggi il decreto con cui il 29 luglio 2009 il ministero dell’Ambiente aveva dato parere positivo alla Valutazione d’impatto ambientale del progetto. Atto formale siglato dal ministro Stefania Prestigiacomo, ma che aveva preso il via nel lontano 2005 sotto la gestione di Alfonso Pecoraro Scanio ottenendo dall’esponente verde nel 2007 un ok condizionato ad una serie di migliorie nel controllo delle emissioni di ossido di zolfo e particolato.
La sentenza della Sezione sesta del supremo organo della giustizia amministrativa accoglie il ricorso presentato da Wwf, Greenpeace, Italia nostra, operatori turistici, alberghieri e di stabilimenti balneari, associazioni di pescatori e comitati cittadini, ribaltando il parere dato in primo grado dal Tar del Lazio lo scorso giugno.
La notizia è stata accolta con soddisfazione dagli ambientalisti. “Viene travolto anche il provvedimento del ministero dello Sviluppo economico con cui si autorizza la costruzione dell’impianto”, esulta Matteo Ceruti, l’avvocato che rappresenta tutti i ricorrenti “Siccome – precisa ancora il legale – sulla base del codice ambientale, il presupposto per la costruzione di un progetto è che ci sia il parere favorevole della Via, con l’annullamento di tale provvedimento viene caducato anche quello successivo del ministero dello Sviluppo economico di concerto con il ministero dell’Ambiente emesso a inizio anno” che autorizzava la costruzione della centrale.
E’ stata “battuta quindi la tesi dell’Enel secondo cui la centrale a carbone sarebbe meno inquinante di una equivalente centrale a gas, grazie ai camini più alti che abbassano le concentrazioni al suolo degli inquinanti”, commenta soddisfatta Greenpeace. “Il carbone – ricorda Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – è il peggior killer del clima del pianeta. Non è possibile ritenerlo ambientalmente compatibile con nulla, men che meno con una zona fragile come il Delta del Po”.
“La tecnologia a “carbone pulito” – sottolinea il Wwf – è così definita perché questi impianti sono dotati di desolforatori e di denitrificatori; si tratta in realtà di sistemi che permettono di abbattere solo una parte delle sostanze inquinanti quali gli ossidi di zolfo e di azoto che comunque continuano ad essere sempre nettamente superiori rispetto a quelle di una centrale di pari potenza a ciclo combinato a gas”.
Recrimina invece l’azienda elettrica: “L’Enel prende atto con stupore della sentenza del Consiglio di Stato”e “in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza ricorda che questa decisione rischia di cancellare un progetto necessario per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese e per la riduzione del costo finale dell’energia, progetto che vedeva un investimento da circa 2,5 miliardi di euro e oltre 3.000 posti di lavoro per i 5 anni necessari a costruire l’impianto e che avrebbe migliorato di molto l’ambiente con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie di abbattimento di fumi e inquinanti”.
La storia dell’impianto di Porto Tolle è lunga è travagliata. Lo scorso gennaio la Corte di cassazione aveva confermato infatti in via definitiva le condanne inflitte agli ex manager dell’Enel LUigi Tatò e Paolo Scaroni per i danni ambientali prodotti dalla centrale durante la sua fase di attività ad olio combustibile.

14 maggio 2011

Movimento no coke Alto Lazio

NO COKE ESULTANO:LA CIMINIERA DEL QUARTO GRUPPO DI TIRRENO POWER DI TVS SARA’ SMANTELLATO

Soddisfazione per il Movimento No Coke Alto Lazio per il rispetto della procedura a cui si è dovuta attenere Tirreno Power per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per la centrale di TVS.
Per due anni abbiamo seguito l’iter burocratico del rilascio dell’Aia, presso il Ministero dell’Ambiente, partecipando più volte alle conferenze dei servizi che per legge devono intervenire prima del rilascio.
Due mesi fa avevamo scritto alla ministra Stefania Prestigiacomo chiedendo i motivi del ritardo nel rilascio dell’AIA, che consentiva a Tirreno Power di utilizzare il quarto gruppo, così inquinante e su cui si chiedeva la dismissione.
Il 20 Settembre, infatti l’assessore all’ambiente Roscioni, del comune di Civitavecchia aveva prodotto in sede di conferenza dei servizi, una delibera del consiglio comunale risalente ad Aprile del 2010 N.5 prescrivendo per motivi sanitari il divieto di funzionamento della sezione TV4 di Tirreno Power, ritenendo pericoloso per motivi sanitari anche il funzionamento seppure per un periodo transitorio della sezione medesima.
 Da oggi, infatti, l'aria che respiriamo avrà una fonte in meno di emissioni inquinanti, ovvero l'antico quarto gruppo di Torre Sud, quello, per intenderci, con il camino più alto.
Secondo il provvedimento ministeriale, entro sei mesi Tirreno Power dovrà presentare un progetto per lo smantellamento di quella parte dell'impianto che da oggi, come si è detto, non è più autorizzata.
L’intervento del comune di Civitavecchia è stato determinante per ottenere questo ottimo risultato in termini di tutela ambientale e sanitaria.
Questo per dare il giusto risalto all’impegno dei cittadini che non hanno mai smesso di pretendere il rispetto della legalità in un territorio aggredito dalle servitù energetiche, ma anche per far riflettere sull’importanza ed il peso che ha un comune nella scelta di tutela di un comprensorio grande come l’ Alto Lazio.
Da oggi, dal camino più alto di Torrevaldaliga Sud non potrà uscire più niente, se qualcuno lo vedrà uscire potrà segnalare alle autorità competenti che il quarto gruppo non è più autorizzato.
I cittadini ringraziano tutti coloro che hanno partecipato a questo importante risultato.


6 maggio 2011

Esplode la Bomba Micorosa. Che farà Ferrarese?!

La società alla quale fu ceduta la patata bollente della discarica di 40 ettari è in fallimento dal 2006. La somma necessaria per la bonifica non è ancora quantificata, i soldi sono da trovare, ma un fatto è certo: lo Stato presenterà il conto
Micorosa, un lago asciutto di veleni e un problema: chi pagherà
di Sonia Gioia » 6 maggio 2011 da www.brindisireport.it

3 maggio 2011

IL DILEMMA NUCLEARE

venerdì 6 maggio · 18.00 
Brindisi: Sala Conferenze "Guadalupi" - Palazzo di città

Il Dilemma Nucleare con Riccardo ROSSI ed Enrico RUGGIERO 
Il neonato gruppo "Dimensione Giovani" organizza un confronto sul tema dell'energia nucleare. Un'analisi dei risvolti della nostra scelta nel campo economico, sociale, tecnico e scientifico. Ne parleremo con due ingegneri, Riccardo ROSSI ed Enrico RUGGIERO, che, seppur in linea con le loro convizioni, analizzeranno pro e contro per cercare di darci qualche strumento in più per effettuare una scelta consapevole nell'eventualità del referendum!
Un evento creato da giovani e rivolto, in particolare, ai giovani, un tema tanto attuale quanto complesso.


sabato 7 maggio · 18.00
Piazza Vittoria Brindisi
Giù Le Mani dai Referendum - Catena Umana in Piazza Vittoria

Il Governo Berlusconi si appresta con decreti legge ad impedire la consultazione referendaria che bloccherebbe i processi di privatizzazione dell'acqua e del ritorno del nucleare in Italia.
Occorre mobilitarsi : Giù Le Mani dai Referendum
Sabato 7 maggio dalle 18,00 in Piazza Vittoria a Brindisi formiamo una catena umana vivace e colorata , manifestiamo in favore dei beni comuni , contro il nucleare
La partecipazione è l'unica nostra forza! 


Torce Petrolchimico, 75 giorni alla scadenza dell’ultimatum ma lavori fermi

di Mar.Orl.
BRINDISI – Solo due mesi e mezzo di tempo, ancora, sino al fatidico 15 luglio stabilito come termine dal pm per la conclusione delle opere di ambientalizzazione prescritte, pena l’attivazione dell’efficacia integrale del sequestro cui è sottoposto dal 26 ottobre scorso il sistema delle torce del Petrolchimico consortile di Brindisi. Ma i lavori sono ancora fermi al palo per problemi legati all’iter autorizzativi.