6 dicembre 2010

Slitta il Consiglio comunale sulle convenzioni: non più il 9, si terrà il 16 dicembre

Il consiglio Comunale Monotematico sulle Convenzioni e sulle questioni energetiche in programma originariamente per Venerdì 10 Dicembre 2010 alle ore 16:00 e poi anticipato a Giovedì 9 Dicembre sempre alle ore 16:00, è stato nuovamente spostato e posticipato a Giovedì 16  Dicembre 2010.

Come potrete ben intuire i nostri amministratori sono dei gran vigliacconi, la patata è bollente e nessuno vuole essere additato come responsabile dell'ennesimo disastro ambientale e sanitario brindisino !!!

GIOVEDI' 9 COMUNQUE SAREMO LO STESSO PRESENTI. 

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5 dicembre 2010

Perché tanta insistenza nel voler bruciare i rifiuti a TVN? Cosa si potrebbe nascondere?

La risposta non è difficile. Ogni anno TVN, secondo la VIA (pag. 4) produce 500.000 (cinquecentomila) tonnellate di ceneri e 5.000 (cinquemila) tonnellate di fanghi, entrambi estremamente tossici. Recentemente, infatti, numerosi studiosi hanno messo in evidenza il rischio causato dalle ceneri del carbone per il loro elevato contenuto di sostanze pericolose e per la radioattività dell’uranio e del torio. Tale pericolosità viene paragonata a quella delle scorie nucleari  (Science of the Total Environment. 2009; 407: 2593–2602).
Il loro smaltimento, per l’elevata quantità prodotta rappresenta un problema enorme.  Anche dopo la riutilizzazione di una parte, liberarsene sarebbe molto, troppo costoso.
Si potrebbe allora diffondere all’opinione pubblica per mezzo di chi ha il coraggio di farlo, che si potrebbero bruciare i rifiuti in un gruppo della centrale a carbone traendone un ritorno economico, utile per una città in difficoltà finanziarie, contemporaneamente si potrebbe ridurre la quantità delle ceneri e dei fanghi del carbone bruciandoli insieme ai rifiuti stessi.   
L’idea sarebbe astuta se non fosse che le conseguenze per la salute degli operai (i più investiti dall’inquinamento) e della popolazione del comprensorio sarebbero orribili. 
Uno studio molto importante pubblicato recentemente che ha utilizzato una metodologia di ricerca della Commissione Europea (Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration. Waste Management & Research. 2008: 26: 147–162) ha messo in evidenza come gli inquinanti emessi dall’incenerimento di 200.000 tonnellate di rifiuti potrebbe comportare una spesa per i danni provocati alla salute ed all’ambiente di circa 4.240.000  euro.  Dopo 20 anni di attività, pari alla  combustione di 4.000.000 di tonnellate di rifiuti, i costi esterni potrebbero ammontare a circa  84.800.000 euro.   
Immaginiamo quale sia il prezzo della combustione delle ceneri e dei fanghi del carbone per danni alla salute ed all’ambiente ma non osiamo scriverlo per non allarmare l’opinione pubblica.
Inoltre, in questo comprensorio nessuno può negare che ci siano varie cause di inquinamento. Tuttavia,  per fortuna, nella VIA (Fase Istruttoria) è già presente un censimento delle fonti inquinanti  presenti, sappiamo quindi con precisione la diversa responsabilità di inquinamento dei vari soggetti.  A pag. 38 la Commissione così si esprime: “ Sulla base di dati statistici e di utilizzo di fattori di emissione consolidati (CORINAIR e EPA), sono state calcolate le emissioni imputabili al traffico navale, auto veicolare e da riscaldamento domestico nell’area urbana di Civitavecchia, in termini di flusso di massa annuo. Tali dati sono riepilogati nella tabella seguente e sono di rilevantissimo interesse nel valutare le emissioni della centrale in relazione alle emissioni complessive del territorio.
PM10
TV Nord PM10                             842 ton/a
Montalto di Castro                        50 ton/a
traffico navale                             100 ton/a
traffico veicolare                          50 ton/a
emissioni da riscaldamento       56 ton/a
cordiali saluti
Dott. Giovanni Ghirga
Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente – Alto Lazio

10 novembre 2010

Manifestazione Regionale 13 Novembre

PROGRAMMA DEFINITIVO COMUNICATO E CONDIVISO CON LA QUESTURA DI BARI PER LA MANIFESTAZIONE DI SABATO 13 NOVEMBRE:

-DALLE ORE 15 CONCENTRAMENTO PIAZZAUMBERTOI;
- PARTENZA CORTEO ORE 16:30;
- PERCORSO CORTEO: PIAZZA UMBERTO I, VIA    SPARANO, VIA DANTE ALIGHIERI, VIA ARGIRO, CORSO VITTORIO EMANUELE, PIAZZA DELLA LIBERTA';
- INTERVENTI MAX 5 MINUTI UNO PER COMITATO, ASSOCIAZIONE O MOVIMENTO E TEMPO A DISPOSIZIONE PERMETTENDO ANCHE SINGOLO CITTADINO;

- ORE 20:30 FINE MANIFESTAZIONE.

8 novembre 2010

Processo British Gas, Ferrarese spiega quell’incontro per consorziare le imprese


I pm hanno chiesto le ragioni della scelta della sede della riunione (la Prefabbricati Pugliesi) e della presenza dell'imputato Alfonso Gallo. C'era anche Giovanni Antonino 
 di Sonia Gioia  www.brindisireport.it

BRINDISI – Puntata attesa quella di oggi nel processo per le tangenti attorno al rigassificatore di Brindisi. Chiamati a testimoniare dalla procura gli imprenditori che, saputo del progetto da 700 milioni di euro della British Gas, non esitarono a riunirsi in consorzio, con l’intento di catalizzare quota parte degli appalti milionari che avrebbero fatto da corollario alla realizzazione del rigassificatore: Massimo Ferrarese, all’epoca vice-presidente di Confindustria e proprietario della Prefabbricati pugliesi, Dino Bozzetto, Francesco Perrino, Pino Marinò, Giuseppe Carparelli, fra i principali autori e fautori dell’iniziativa, a quanto pare adottata con il plauso dell’sindaco Giovanni Antonino.
L’intento? Lo hanno chiarito tanto Ferrarese quanto Marinò, succeduto all’attuale presidente della Provincia al vertice provinciale dell’associazione industriale: “Quello di consentire alle aziende brindisine, finalmente insieme e non più in guerra fra loro, la possibilità di competere nella assegnazione degli appalti”.
Tanto in premessa. Chiarito l’antefatto, più volte ribadito da tutti gli imprenditori chiamati a testimoniare, il pubblico ministero Silvia Nastasia ha voluto vederci chiaro su una ormai famosa riunione che gli imprenditori consorziati tennero nel dicembre 2003, nella sede oritana della Prefabbricati pugliesi, su invito del “padrone di casa”, come ha chiarito Marinò e successivamente confermato Ferrarese. Il vertice, che vide seduto intorno allo stesso tavolo il gotha dell’imprenditoria brindisina, fu seguito e intercettato anche dagli inquirenti, che vollero vederci chiaro soprattutto in merito a tre incognite: se il consorzio voleva favorire la competitività delle imprese brindisine, cosa ci faceva a quel tavolo il napoletano Alfonso Gallo, titolare della famosa General Construction (e uomo di fiducia di Antonino), finito poi nel mirino del ciclone tangentizio?
L’altra domanda, ossessivamente ripetuta dal sostituto procuratore, è stata sul perché una riunione di imprenditori si fosse tenuta nella sede della Prefabbricati e non, come ci si sarebbe potuti aspettare, nella sede di Confindustria.. La terza e ultima domanda, è quella relativa alla presenza del sindaco di Brindisi Giovanni Antonino. Le risposte di Ferrarese sono state pressoché coerenti con quelle fornite in sede di interrogatorio alla Guardia di Finanza, nel lontano 2005. “Ci riunimmo nella mia azienda perché era più grande, c’era più spazio. E poi, a Confindustria, francamente, non sarebbe stato possibile, perché avremmo dovuto invitare tutte le aziende associate, e invece sotto le insegne del consorzio avevamo scelto di riunire le imprese più importanti, le più qualificate, quelle col fatturato più voluminoso del territorio”.
E allora, cosa ci faceva Gallo lì, chi lo invitò? Ha incalzato il pm. “Non so chi lo invitò, non io. Credo i metalmeccanici di Confindustria. Ma lo conoscevamo tutti come imprenditore brindisino, per questo credo che sia stato invitato”. Alla domanda chiave, quella relativa alla presenza di Antonino,  Ferrarese ha risposto: “Il sindaco era il primo ad essere favorevole all’idea di un consorzio che potesse rendere più competitive nelle gare d’appalto le imprese del territorio, spesso surclassate come nei lavori per i Grandi eventi, dalle aziende del Nord. Entusiasta sia della ricaduta occupazionale che avrebbe significato, che dello sviluppo complessivo dell’economia brindisina. Per quanto all’inizio, egli stesso fosse scettico: disse addirittura che il rigassificatore avrebbe dato meno posti del bar Betty”.
Gli imprenditori, naturalmente, non potevano sapere d’essere intercettati, per quanto valga la pena di precisare che nulla di penalmente rilevante né di illegittimo emerse da quella riunione.