Venerdì 16 Luglio 2010, invitati a partecipare al Forum Ambientale Calabrese partiamo da Brindisi destinazione Rossano Calabro, sede del forum.
Imbocchiamo la statale jonica lasciandoci alle spalle Brindisi, le due centrali Enel, il Petrolchimico e tutto il resto, attraversando Taranto, il quartiere Tamburi e il suo tetro paesaggio industriale. Tutto d'un tratto il paesaggio intorno a noi muta radicalmente. Attraversiamo per un breve tratto la Basilicata ed entriamo in Calabria trovandoci immersi in un territorio privo di insediamenti industriali, dove la natura sembra aver preso il sopravvento sull'uomo.
Il termometro segna oltre 40 gradi. Ci addentriamo nella città e subito notiamo su una palazzina adiacente all'impianto uno striscione enorme con scritto: " SI AL LAVORO SI AL CARBONE PULITO". La grossa e ignobile bugia firmata Enel che noi brindisini conosciamo bene e che ormai è diventato il marchio di fabbrica esportabile ovunque.
Stremati dall' afa calabrese prima di raggiungere i ragazzi del comitato No al carbone di Rossano siamo costretti a fare un tuffo nell'acqua limpidissima di Lido S.Angelo. Raggiungiamo finalmente Piazza Caduti di Nassiria dove sono iniziati da poco i lavori del forum. Ci accolgono Flavio, Aladina e gli altri ragazzi, alcuni di loro conosciuti giorni prima a Brindisi durante un loro viaggio organizzato per realizzare un documentario sulla centrale Enel di Cerano.
In coda agli interventi dei medici, Flavio Stasi moderatore del dibattito passa la parola a Daniele Pomes del comitato No al carbone di Brindisi. Nel suo intervento Daniele racconta di come è nato il gruppo, dalla fischiettata di protesta al concerto di Arbore ai presidi silenziosi durante i consigli comunali e provinciali. Spiega come il gruppo porta avanti il lavoro di sensibilizzazione cercando di divulgare il più possibile gli studi che i medici fanno sul tema degli inquinanti, utilizzando un linguaggio accessibile a tutti. Descrive la situazione industriale brindisina, i problemi causati da una produzione energetica in eccesso rispetto a quello che il territorio riesce effettivamente a sostenere. Infine conclude con un appello alla popolazione di Rossano affinchè quella centrale non s'accenda, perchè spiega Daniele:" non esiste un territorio che ospiti una centrale a carbone e che abbia un benessere tale da farne un esempio esportabile altrove". L'appello è di non cedere alla grande bugia dello sviluppo economico, è vero giusto il contrario: il carbone porta solo danni al territorio e alla salute delle popolazioni. Prende poi la parola Riccardo Rossi, anch'esso rappresentante del gruppo No al carbone di Brindisi. L'intervento di Riccardo è di natura tecnica e riguarda aspetti che vanno dai limiti di legge sulle emissioni al calcolo degli enormi profitti che porta l'utilizzo del carbone rispetto ad altre fonti di combustione. Nel suo intervento però si pone anche l'attenzione su quello che sono state nel passato le convenzioni tra Azienda ed Enti locali a Brindisi. Riccardo lancia un monito:" Attenzione, dice, quando arriva l'Enel, quando arrivano questi interessi economici non arriva solo l'inquinamento ambientale, ma arriva anche l'inquinamento morale. Arrivano i soldi, arrivano le tangenti. Sono due facce della stessa medaglia. Con il carbone a Brindisi si è andati in galera, è stato denunciato il sindaco, sono stati denunciati coloro che si sono svenduti per gli interessi dell'Enel". Poi ricorda le inchieste del 2009 sul traffico illecito di rifiuti pericolosi, nella fattispecie le ceneri residue provenienti dalla Federico II e finite nelle cave calabresi destinate alla produzione di materiali per l'edilizia. Tutto col benestare di amministratori Enel da una parte e associazioni criminali dall'altra.
La serata si conclude con la visione del video documentario di Chiara Zilli "A li tiempi mei era tutta campagna", e noi del gruppo No al carbone di Brindisi lasciamo Rossano non prima di lanciare l'ennesimo appello alla popolazione: "RESISTERE", affinchè Rossano non abbia un futuro simile a quello che ha vissuto Brindisi.
G.D.G
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