Per la stesura di queste Osservazioni ci siamo avvalsi della consulenza del prof. dott. Francesco Magno, geologo e consulente ambientale. Al netto delle osservazioni normative e progettuali, per la cui lettura alleghiamo il documento completo (clicca qui), ci pare opportuno sottolineare quello che, a nostro avviso, sta alla base dell'assurdità di questo insediamento, la mancanza di buon senso.
Continuiamo ad assistere, come
in un incubo, al costante ripetersi di un copione i cui effetti nefasti
ben conosciamo. Con tutta la buona volontà non riusciamo a capire come
ancora oggi, non si sia compreso a pieno, per mala fede o per pura e
semplice incapacità, che questi insediamenti hanno ampiamente dimostrato
di non apportare nessun beneficio al territorio, anzi, l'unico "dono"
che portano in dote, è la sistematica castrazione di uno sviluppo nuovo,
differente in una parola sostenibile. Questo modo di intendere lo
sviluppo del territorio non è più tollerabile, abbiamo già troppe volte,
dal petrolchimico a Cerano - per citare i più eclatanti - subito la
costruzione di impianti che hanno tutti sistematicamente disatteso le
finte promesse di benessere e prosperità diffusa. Oggi ad oltre
cinquant'anni dall'inizio dell'era industriale a Brindisi, bisogna fare
un bilancio, che risulta essere fallimentare sotto tutti i punti di
vista. Brindisi è satura, non si può più continuare ad aggiungere nulla,
bisogna iniziare a togliere, ad eliminare progressivamente tutti questi
impianti e provvedere alle bonifica, in maniera sistematica e con una
chiara programmazione per un nuovo tipo di economia, che punti decisa
alla valorizzazione del territorio, delle sue tipicità e che investa
sulle peculiarità che fanno di questa terra un posto meraviglioso.
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