E' stato finalmente presentato oggi, dopo anni di attesa e di manifestazioni per chiederne la realizzazione, lo studio epidemiologico sulla popolazione di Brindisi e provincia, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ASL di Brindisi, ARPA Puglia ed ARES Puglia nel quadro delle attività del Centro Salute ed Ambiente Puglia.
I risultati di esso sono quelli che un po' tutti noi temevamo e denunciavamo da anni, e cioè una correlazione diretta tra le emissioni industriali e le patologie esistenti. Lo studio infatti dimostra come ad una esposizione delle polveri sottili e dell'anidride solforosa di origine industriale (prodotte dalla centrale Enel e dal Petrolchimico), corrisponda un aumento della mortalità per tumore, di patologie cardiovascolari e respiratorie e malformazioni congenite. Lo studio dimostra inoltre come all'aumento degli inquinanti vi era un aumento del doppio delle leucemie.
I COMUNI INTERESSATI
Lo studio di coorte analitico ha interessato l'area di Brindisi e precisamente i comuni di Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Mesagne, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni e Torchiarolo.
IL 1997 L'ANNO NERO
Con l’esposizione tempo dipendente a SO2 (lag 0), invece di quella fissa stimata al 1997,
la relazione tra SO2 e mortalità per eventi coronarici si conferma. Tale associazione non si
apprezza più nel periodo più recente.
NELLE AREE PIU' POVERE IL RISCHIO DI AMMALARSI E' MAGGIORE
In questo studio, tutte le associazioni sono state stimate tenendo conto delle caratteristiche individuali, del livello socio-economico e dell’esposizione occupazionale dei residenti. Tuttavia, occorre osservare che le esposizioni agli inquinanti provenienti dagli impianti energetici e dal petrochimico sono moderatamente correlate tra di loro e quindi non è possibile attribuire gli effetti in maniera univoca ad un particolare impianto rispetto ad un altro.
L’analisi della mortalità per posizione socioeconomica dei residenti ha evidenziato un eccesso di rischio per malattie cardiorespiratorie tra i residenti in aree economicamente più svantaggiate (SEP basso e medio basso) rispetto ai residenti in aree con SEP elevato (al netto dell’effetto della concomitante esposizione ambientale ed occupazionale).
L’analisi della mortalità per posizione socioeconomica dei residenti ha evidenziato un eccesso di rischio per malattie cardiorespiratorie tra i residenti in aree economicamente più svantaggiate (SEP basso e medio basso) rispetto ai residenti in aree con SEP elevato (al netto dell’effetto della concomitante esposizione ambientale ed occupazionale).
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LE FARNETICAZIONI DI EMILIANO
Alla luce di questi risultati tanto aspettati quello che possiamo augurarci è che la Magistratura prenda quanto prima coscienza della validità di tutte le denunce e gli esposti consegnati in questi anni affinchè chi ha commesso reati inizi a pagare.
Per quanto ci riguarda, il nostro lavoro di informazione e denuncia continua senza alcuna sosta.
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