
Per ribadire la nostra totale contrarietà a tale progetto, ci siamo presentati muniti di tutta la documentazione e le notizie già raccolte nel dossier recentemente pubblicato sul blog No al Carbone (vedi link), le vecchie foto e quelle più recenti scattate durante le nostre iniziative di pulizia e riscoperta di quel luogo, gli articoli inerenti la vicenda ecc.
L’esposizione della questione S.Apollinare e
delle motivazioni sull’assurdità del progetto ha trovato piena
condivisione da parte dell’assessore regionale, promotrice tra l’altro,
di un Piano Paesaggistico Regionale con cui la Puglia si dota, prima
regione in Italia, di uno strumento importantissimo proprio per la
tutela e la valorizzazione del paesaggio, e nei cui passaggi e
intendimenti abbiamo ritrovato tutte le motivazioni che ci fanno
guardare ad un futuro totalmente differente per il nostro territorio e
in questo caso al destino della storica spiaggia di S.Apollinare .

Ma come mai allora questo progetto è riuscito a superare i
vari iter senza alcun ostacolo?
Sicuramente tra le cause, a detta della
stessa Barbanente due motivi fondamentali:
il primo un Piano Regolatore Portuale anacronistico che considera tutta quella zona del porto come “industriale”, accanto
ad un Piano Regolatore Generale anch’esso molto datato e che non si integra
con quello portuale come sarebbe naturale per una città come Brindisi
in cui il porto fa parte della città stessa, ne è l’essenza, la storia,
il cuore pulsante, l’ingresso che accoglie chiunque arrivi dal mare come
un abbraccio sicuro.
Il secondo un’Autorità Portuale che guarda al
porto solo in base alle sue esigenze logistiche ignorando la volontà
della cittadinanza i cui rappresentanti istituzionali probabilmente non
hanno abbastanza forza o coraggio di far valere una differente visione, più rispettosa dell’identità e dell’importanza che il porto e
S.Apollinare rappresentano per i brindisini.
Salvare S.Apollinare è
l’inizio di un nuovo modo
di guardare a questa città, alla sua storia
e
alle sue radici, alla sua bellezza e a un futuro differente da quello
che ci è stato imposto
negli ultimi 50 anni.
Il nostro incontro alla
Regione è stato il primo di una serie di confronti con i rappresentanti
dei vari enti coinvolti ma le nostre iniziative continueranno finchè non
vedremo ritirato o annullato quel progetto di cementificazione. Siamo
certi che i brindisini sapranno sostenere questa battaglia, rivendicando
il diritto a proteggere uno dei luoghi che da sempre è nel cuore e nel
ricordo di tutti, anche indirettamente (attraverso i racconti dei propri
genitori) ma che invece di essere soffocato dal cemento può diventare
un primo passo per uno scatto d’orgoglio e di rivalsa per questa città.
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