La possibile
concessione ventennale delle rampe traghetto alla Compagnia Grimaldi è presentata
come un’imperdibile occasione di sviluppo per il Porto e la Città. In verità, il dito con cui ci indicano questa
opportunità è contorto e pieno di nodi.
Infatti lascia tutti un po’ perplessi la fretta con cui il Comitato
Portuale viene chiamato a esprimersi sulla questione. Pur essendo parte dello stesso Comitato, sindaco
e giunta non sono ancora operativi. La
stessa Autorità Portuale è retta da un commissario e si è in attesa di una
riforma. Nessuno ha ancora diradato i
dubbi sulla conformità di una simile concessione alla legge nazionale ed
europea. Nel rilascio delle concessioni,
la legge n. 84/94 obbliga le autorità competenti
a “riservare nell'ambito portuale
spazi operativi allo svolgimento delle operazioni portuali da parte di altre
imprese non concessionarie”. Anche su altre problematiche, il rischio di
azioni legali da parte di impese armatrici danneggiate è più che concreto. Sicuramente tutto ciò genera sospetto. Appare una forzatura per orientare la scelta
verso una direzione favorevole alle richieste di Grimaldi. 27 giugno 2016
IL DITO, LA LUNA, IL POZZO.
La possibile
concessione ventennale delle rampe traghetto alla Compagnia Grimaldi è presentata
come un’imperdibile occasione di sviluppo per il Porto e la Città. In verità, il dito con cui ci indicano questa
opportunità è contorto e pieno di nodi.
Infatti lascia tutti un po’ perplessi la fretta con cui il Comitato
Portuale viene chiamato a esprimersi sulla questione. Pur essendo parte dello stesso Comitato, sindaco
e giunta non sono ancora operativi. La
stessa Autorità Portuale è retta da un commissario e si è in attesa di una
riforma. Nessuno ha ancora diradato i
dubbi sulla conformità di una simile concessione alla legge nazionale ed
europea. Nel rilascio delle concessioni,
la legge n. 84/94 obbliga le autorità competenti
a “riservare nell'ambito portuale
spazi operativi allo svolgimento delle operazioni portuali da parte di altre
imprese non concessionarie”. Anche su altre problematiche, il rischio di
azioni legali da parte di impese armatrici danneggiate è più che concreto. Sicuramente tutto ciò genera sospetto. Appare una forzatura per orientare la scelta
verso una direzione favorevole alle richieste di Grimaldi. 17 giugno 2016
A CHI FA PAURA L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA?
Nella mattinata del
13 giugno 2016, durante l’udienza del processo contro ENEL avviato nel
2012 in cui siamo parte civile insieme ad altre associazioni, il pm
della procura di Brindisi Giuseppe De Nozza ha chiesto la condanna a 3
anni di reclusione per 13 dei 15 imputati per la dispersione di polvere
di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della centrale di
Cerano. Non ci sono dubbi quindi (e per noi non ci sono mai stati) che
la polvere nera che ha contaminato i campi coltivati, come denunciato
dagli agricoltori, fosse polvere di carbone. Campi coltivati con
prodotti che negli anni sono entrati nella catena alimentare.14 giugno 2016
PROCESSO ENEL - UDIENZA DEL 13-06-2016
Il pm chiede 13 condanne (leggi qui)
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CENTRALI A CARBONE,
ENEL-Federico II-,
Processo Enel
6 giugno 2016
REGATA BRINDISI-CORFU' LIBERA DA DIRTY SPONSORS.
La
31° Regata Internazionale Brindisi-Corfù quest’anno è tornata libera da dirty sponsor.
Ogni
anno abbiamo salutato i velisti arrivati in occasione di un evento che
restituisce dignità al nostro porto e alla nostra città, ma nel 2015 siamo
stati costretti a contestare (vedi qui) la presenza di ENEL e TAP tra i main sponsor.
Quotidianamente
ENEL tenta di comprare il silenzio di cittadini e istituzioni con elargizioni
in denaro concesse nello sport, cultura, scuola, sanità, spettacolo,
università, parrocchie, volontariato, mentre noi siamo convinti che un evento
possa fare a meno di un dirty sponsor. Ma soprattutto non ci lasciamo ingannare
dalla pratica del greenwashing utilizzata per tentare di ripulire la sua
immagine.
Ogni
anno abbiamo salutato i velisti arrivati in occasione di un evento che
restituisce dignità al nostro porto e alla nostra città, ma nel 2015 siamo
stati costretti a contestare (vedi qui) la presenza di ENEL e TAP tra i main sponsor.
Avevamo
ritenuto inaccettabile che l’unico evento brindisino rimasto ancora “pulito” e
rappresentato da uno sport pulito, venisse sostenuto da multinazionali che nel perseguimento di interessi privati legati unicamente
al profitto provocano danni ai territori e alle comunità. Concedere a queste
aziende di fare la propria propaganda attraverso una regata come la
Brindisi-Corfù è stata un’offesa per gli ospiti e per tutti i cittadini.
Quotidianamente
ENEL tenta di comprare il silenzio di cittadini e istituzioni con elargizioni
in denaro concesse nello sport, cultura, scuola, sanità, spettacolo,
università, parrocchie, volontariato, mentre noi siamo convinti che un evento
possa fare a meno di un dirty sponsor. Ma soprattutto non ci lasciamo ingannare
dalla pratica del greenwashing utilizzata per tentare di ripulire la sua
immagine.
Vogliamo
considerare l’edizione del 2015 - l’unica a “sporcarsi” - come una svista, e
noi speriamo che rimanga l’unico e l’ultimo caso. Il Circolo della Vela ha
sempre dimostrato che è possibile fare a meno dei dirty sponsor, e ci auguriamo
che sia un esempio per altri promotori di eventi.
Non
si deve dimenticare la situazione ambientale che viviamo a causa di un modello
industriale fallimentare, viste le conseguenze che ha generato sul piano
sanitario, economico e sociale e che paghiamo ogni giorno.
Una
soddisfazione oggi per noi tornare a vedere vele pulite in un lungomare
finalmente vivo. Il vento è la rivoluzione.
Buon
vento
COMUNICATO
STAMPA NO AL CARBONE-NO TAP
30 maggio 2016
DIECI BUONI MOTIVI PER NON VOTARE ENEL
Come dichiara il nostro Governatore, (guarda il video) in ogni
territorio le grandi aziende finanziano la campagna elettorale. A noi
già questo fa inorridire.
Se poi in campagna elettorale ci si
ritrova tra i candidati sindaci il Presidente dell’ENEL Basket, è palese
quale possa essere la provenienza del finanziamento, come palese è un
conflitto di interessi. Uomo Enel dice #laformulagiusta NOI diciamo #lasoluzionesbagliata.
Se pur liberi e non schierati, siamo comunque elettori, e abbiamo una
nostra idea sulle cose che abbiamo cercato di riassumere in 10 motivi
per cui non voteremo ENEL.
LEGALITA’: ENEL è sotto processo dal
2012 presso il Tribunale di Brindisi con l'accusa di dispersione
incontrollata di polvere di carbone e danneggiamento di terreni
agricoli.
EFFICIENZA: La centrale a carbone di Cerano è al primo
posto in Italia nella classifica degli impianti più inquinanti. 70
milioni di tonnellate di carbone sono state movimentate a Brindisi negli
ultimi 10 anni con emissioni superiori a 90 milioni di tonnellate di
CO2.
AMBIENTE: con le tonnellate di sostanze tossiche emesse in
atmosfera la centrale ha prodotto un danno sanitario stimato
dall’Agenzia Europea per l’Ambiente tra i 536 e i 707 milioni di euro
per la produzione del 2009. Per la stessa produzione si stima un ricavo
ENEL pari a circa 600 milioni di euro.
SALUTE: le emissioni di
anidride solforosa sono la causa dell’aumento di neonati con
malformazioni congenite. Uno studio del CNR ha messo in evidenza il
nesso tra inquinanti atmosferici e anomalie congenite neonatali, in
particolar modo a carico del cuore. A Brindisi il numero di anomalie
congenite neonatali è superiore alla media europea.
LAVORO: la
presenza dell’industria energetica, insieme alla localizzazione di una
centrale a carbone in una zona fertile, ha irreparabilmente danneggiato
l’agricoltura e causato il mancato sviluppo del turismo e di altre
attività strettamente collegate ad esso, o di altre attività industriali
come quella manifatturiera. Oggi il tasso di disoccupazione è
altissimo, a Brindisi sono oltre 20.000 i senza lavoro.
DIRITTI:
con la costruzione del nastro trasportatore è stata danneggiata la falda
togliendo ai cittadini residenti nella Contrada di Cerano il diritto al
bene primario dell’acqua.
SOLDI: non ci lasciamo ingannare dal
greenwashing con il quale ENEL tenta di ripulire la sua immagine con
elargizioni in denaro a sport, cultura, scuola, sanità, spettacolo,
università, parrocchie, volontariato, ecc. Per zittire le critiche alla
sua dannosa presenza sul territorio, negli anni 2013-2014 ENEL ha
sostenuto solo a Brindisi una spesa totale pari a quasi 5 milioni di
euro.
TERRITORIO: oltre 400 mila tonnellate di rifiuti
pericolosi, spacciati per innocui, provenienti dalla centrale a carbone,
sono stati sepolti illecitamente nei terreni agricoli del brindisino e
in quelli calabresi. Oltre 400 mila tonnellate di rifiuti pericolosi che
se fossero stati smaltiti in discariche autorizzate avrebbero
comportato per ENEL un costo di oltre 60 milioni di euro. Questo vuol
dire creare danni al territorio.
PORTO: oggi la movimentazione
del nostro porto è ridotta al trasporto e stoccaggio di materie prime ad
uso principale di produzione energetica. Questo ha compromesso
l'equilibrio ambientale e impedito lo sviluppo di altre attività.
TURISMO: la presenza di grandi impianti industriali, e in particolare
di una centrale a carbone lungo la costa sud, ha trasformato la
vocazione del nostro territorio e impedito ogni sviluppo turistico.
Questo è sotto gli occhi di tutti, e a noi non piace per niente.
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ENEL-Federico II-
9 maggio 2016
IO NON VOTO ENEL
Dopo
le vicende giudiziarie che hanno colpito l’Amministrazione Comunale a
Brindisi, peraltro previste da più di 3 anni, arriva Emiliano che vuole
riprendersi la città urlando contro chi l'ha sostenuto e che è finito
agli arresti. Prima ancora degli arresti
aveva chiesto (non si sa bene a chi) di spostare la TAP a Brindisi
perché tanto Brindisi è una "città strainquinata", e poi serve a
decarbonizzare la centrale di Cerano (ma ad Enel non glielo ha chiesto)
per salvare i leccesi che stanno tutti male. E siccome non lo ascolta
nessuno invoca un DL del governo con urgenza. A suo parere Brindisi è
nelle mani della sacra corona e siamo tutti disonesti, e siccome è
strainquinata ma stiamo tutti bene decide di dimezzare gli ospedali
della provincia (ma non a Lecce) con un nuovo piano di riordino in
sanità.
Tempo fa Emiliano si chiedeva: “Fare
politica senza colpire gli interessi è possibile?" A questo si risponde
da solo…. "Non sarà facile perché si tratta di aziende che finanziano la
campagna elettorale”. Oggi arriva la campagna elettorale a Brindisi e lui ci piazza
un uomo Enel.
LUI dice #laformulagiusta NOI diciamo conflitto di interessi #lasoluzionesbagliata
#IONONVOTOENEL
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Michele Emiliano
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