
La
lettera aperta, redatta dai consiglieri, propone di valutare l’ipotesi di
approdo del gasdotto TAP a Brindisi e più precisamente nell’area denominata
Micorosa - che ricordiamo ricadere nel Parco regionale delle saline punta della
contessa e nelle cui vicinanze sono già presenti ben nove stabilimenti

Non
può certo sfuggire che tale esercizio verbale, di coniugare bonifica del
territorio, ambiente, salute e benessere, con l’arrivo di TAP sia inattuabile.
Il continuare, da parte delle amministrazioni che si sono succedute nei decenni, a proporre la solita litania della contropartita occupazionale o pecuniaria, non fa che sottolineare la loro incapacità di provare a pensare un futuro diverso rispetto al mortificante presente, che ha già ampiamento dimostrato quanto siano false le affermazioni che vedono nella presenza di questi MOSTRI - utili solo ai profitti dei proprietari e degli azionisti - l’unico modo per garantire prosperità e benessere.
Il continuare, da parte delle amministrazioni che si sono succedute nei decenni, a proporre la solita litania della contropartita occupazionale o pecuniaria, non fa che sottolineare la loro incapacità di provare a pensare un futuro diverso rispetto al mortificante presente, che ha già ampiamento dimostrato quanto siano false le affermazioni che vedono nella presenza di questi MOSTRI - utili solo ai profitti dei proprietari e degli azionisti - l’unico modo per garantire prosperità e benessere.

Non esisteranno mai compensazioni che possano ripagare il danno arrecato ad un territorio in termini sia ambientali ma anche di castrazione di uno sviluppo alternativo a quello industriale.
Brindisi
non ha e non ha mai avuto questo tipo di vocazione industriale, la storia dovrà
ricordare solo come una lunga e sciagurata parentesi quella in cui la città è
stata asservita ai vari gruppi industriali che hanno di volta in volta stuprato
ed impoverito il nostro territorio.
Per
questo i consiglieri accettino un suggerimento, ossia quello per una volta di
non prendere posizioni sulla pelle dei cittadini senza aver nemmeno ascoltato
il loro volere e soprattutto cerchino di agire in coerenza con quanto il
consiglio comunale di Brindisi, di cui fanno parte, ha votato all’unanimità il
19 dicembre 2013, ossia il NO secco ad un eventuale approdo del gasdotto Tap.
(http://www.quotidianodipuglia.it/brindisi/brindisi_il_consiglio_comunale_dice_quot_no_quot_al_gasdotto_tap/notizie/410640.shtml).
L’incoerenza dimostrata su questo tema, non fa che sottolineare la completa assenza di visione e di programmaticità per uno sviluppo serio e sostenibile del nostro territorio, ampliando così il solco, divenuto voragine, che separa la politica dai reali bisogni del cittadino.
L’incoerenza dimostrata su questo tema, non fa che sottolineare la completa assenza di visione e di programmaticità per uno sviluppo serio e sostenibile del nostro territorio, ampliando così il solco, divenuto voragine, che separa la politica dai reali bisogni del cittadino.
Ribadiamo
infine il nostro NO a Tap né qui né altrove, un no ampiamente motivato dalla sua inutilità nel quadro di una nuova politica
energetica italiana ed europea. Utile quindi solo per chi la propone,
ma ancora una volta in contrasto con gli interessi delle popolazioni.
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