
Con la sagacia tipica del politico navigato, sprona il governo e il parlamento, ad affrontare in maniera decisa l’emergenza tenendo insieme sicurezza energetica nazionale ed il progressivo affrancamento dalle fonti tradizionali e più invasive dal punto di vista ambientale.
Il senatore, in perfetto stile Renzi, parla di tutto senza dire nulla, senza uno straccio di proposta concreta, ben lontano dall'affrontare in maniera non retorica ma propositiva la questione. Fatto ancora più grave se consideriamo che il nostro caro senatore, anzi carissimo visto il lauto stipendio, rappresenta la Puglia, regione che paga in maniera altissima la bolletta energetica nazionale sia in termini ambientali che di salute.
Il senatore Tomaselli, capogruppo PD in commissione industria, evita accuratamente di spiegare come si possano coniugare ambiente e carbone, evita con la stessa cura anche solo di immaginare una visione di sviluppo sostenibile e tanto meno di proporre una politica energetica basata su efficienza, produzione diffusa e abbandono dei combustibili fossili, evita infine di considerare il notevole incremento economico ed occupazionale che ciò potrebbe comportare. Evita insomma di fare ciò per cui, oramai da tre legislature, è stato votato, ossia rappresentare e tutelare in sede nazionale i bisogni e gli interessi reali del suo territorio, che vanta un tasso di disoccupazione intorno al 30% oltre la media nazionale, nonostante la presenza di questi grossi insediamenti industriali e nonostante le grandi potenzialità di questa terra (turistico/agricolo/culturale) che il senatore sembra non conoscere o volutamente e colpevolmente ignorare.
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